ANPI Partizani. La Resistenza italiana in Montenegro

Casale Monferrato: Qualifica di film d'essai (28 luglio 2016) Vincitore del premio Opera prima 2016 al 22° San Giò Verona Video Festival.
Partizani. La Resistenza italiana in Montenegro un film di Eric Gobetti musiche originali di Massimo Zamboni con immagini di repertorio inedite.
Nikšić, Montenegro, 9 settembre 1943. Poco dopo l’alba l’artigliere Sante Pelosin, detto Tarcisio, fa partire il primo colpo di cannone contro una colonna tedesca che avanza verso le posizioni italiane. Nelle settimane successive circa ventimila soldati italiani decidono di non arrendersi e di aderire alla Resistenza jugoslava.
I partigiani della divisione Garibaldi raccontati in questo documentario sono eroi semplici, che hanno combattuto il freddo, la fame e una devastante epidemia di tifo, pagando con tremende sofferenze una scelta di campo consapevole e coraggiosa.
Durata: 65' Regia: Eric Gobetti Produzione: Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Istoreto) Musiche originali: Massimo Zamboni Riprese: Andrea Parena, Francesca Frigo, Domenico Scarpino, Eric Gobetti Montaggio: Andrea Parena, Enrico Giovannone Postproduzione: Babydocfilm
Con: Bruno Mazzoni, Carlo Bortoletto, Giulio De Agostini Dragonetti de Torres, Massimo Ravera Aira, Agostino Beccaris, Fabio Cangi, Francesco Evangelista, Sante (Tarcisio) Pelosin, Eric Gobetti, Domenico Giorgiantoni, Ferdinando Pepi, Sandro Pertini.

Con il supporto e la collaborazione di: Istituto Storico della Resistenza in Toscana (Isrt), Archivio della televisione di stato della Serbia (Rts), Archivio storico dell'Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini (Anvrg), Consiglio regionale del Piemonte, Comitato della Regione Piemonte “Resistenza e Costituzione”trailer: https://www.youtube.com/watch?v=6p7yOgOvzQY&t=2s
Approfondimento: Il film è il risultato di un lungo lavoro di ricerca dello storico Eric Gobetti. Le toccanti testimonianze degli ultimi reduci della divisione partigiana italiana Garibaldi sono affiancate da straordinarie immagini di repertorio inedite, ritrovate dal regista durante le sue ricerche. Si tratta di un materiale documentario unico: inquadrature realizzate sul campo, in zona di guerra; non materiale di propaganda ma veri e propri “combat film” italiani. Queste riprese sono poi esaltate dalle straordinarie musiche originali realizzate da Massimo Zamboni, chitarrista e co-fondatore dei CSI. Immagini e musiche sottolineano efficacemente i racconti dei reduci, il dramma e il coraggio di quegli uomini. Partizani mostra la guerra per quello che è: coraggio, altruismo, sacrificio ma anche dolore, freddo, fame, sofferenza.
Eric Gobetti (Torino, 1973) è uno storico free-lance, studioso del Seconda guerra mondiale e della Jugoslavia nel Novecento. Da anni tiene lezioni e conferenze sulla storia jugoslava, da Gavrilo Princip ai giorni nostri. È curatore di diversi volumi e autore di tre monografie storiche: Dittatore per caso. Un piccolo duce protetto dall’Italia fascista (2001), sul movimento croato Ustascia negli anni Trenta; L’occupazione allegra. Italiani in Jugoslavia 1941-1943 (2007); Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (2013). Ha inoltre pubblicato il diario-reportage Nema problema! Jugoslavie, 10 anni di viaggi (2011) e negli ultimi anni organizza viaggi di turismo storico nei paesi della ex Jugoslavia. È apparso più volte sul canale televisivo RaiStoria e recentemente ha prodotto il docufilm Sarajevo Rewind 2014>1914 (con Simone Malavolti). Questo è il suo primo documentario.
Proiezioni:
Hanno detto del film: “...in bilico tra verità, commozione e cinismo” (Marco B., professore universitario)
“...ho vissuto, almeno un pochino, un pezzo di storia che non conoscevo, e che è giusto si faccia conoscere” (Francesco D., ricercatore)
“...il contributo a risollevare il velo di oblio sulla Garibaldi merita plauso, grande stima e considerazione” (Guglielmo Z., generale)
“...mi è piaciuto come il regista ha assunto la responsabilità di raccontare quella storia e come ha saputo restituire, attraverso la dimensione antieroica, la scelta dei soldati. Le immagini di repertorio poi sono bellissime..., è proprio questa dimensione di guerra dei
Partizani è stato proiettato in decine di città, tra cui: Torino, Firenze, Bologna, Venezia,
Roma, Lucca, Prato, Parma, Pistoia, Fiorenzuola, Siena, Palermo, Asiago, Verona, Rimini,
Udine, Monfalcone, Trieste, Cagliari, Oristano, Venaria, Rende.
Inoltre sono state realizzate proiezioni pubbliche ufficiali nella Repubblica di San Marino
e a Pljevlja, in Montenegro.
poveri che rende ancora più forte e eticamente rilevante il momento della scelta” (Barbara B., operatrice culturale)
“Commovente, divertente, ben fatto, pieno di senso e di momenti che restano impressi” (Norman G., traduttore)
“Gli asini no, ma ho scoperto che i muli volano!” (Alessia V., studentessa)
“un film sull'amicizia tra i nostri popoli: Pertini è commovente!” (Dejan B., autista montenegrino)
“Mi hanno commosso i racconti dei sopravvissuti... come quella drammatica esperienza ha cambiato le loro vite” (Loretta G., pensionata)
“Lasciando spazio ai reduci, alla loro umanità, emergono elementi più antropologici che propriamente storici: la costante presenza degli animali (i muli, i cavalli, le galline...), la solidarietà all'interno di un mondo ancora contadino, dove la quotidianità, le difficoltà, i ritmi e le speranze erano le stesse, da un parte e dall'altra dell'Adriatico. Un sentimento di solidarietà in qualche modo pre-politico, oppure, se vogliamo, pienamente politico” (Elena P., ricercatrice)
“Le parole dei testimoni... semplicemente umane” (Ivan P., pensionato)
“Una narrazione incentrata sui racconti dei reduci, con la vicenda storica, pur così potente e padrona dei destini, sullo sfondo del pulsare di quelle giovani esistenze” (Mauro F.
“Il montaggio è ottimo, ben scandito, con gli effetti giusti in funzione narrativa, drammaturgica ed emozionale. Gli inserti documentari (sia quelli in bianco e nero che quelli a colori) sono bellissimi e perfettamente inseriti nel montaggio del film...” (Franco P, docente di Storia del cinema)
“Un film che rifiuta la mistificazione di una impossibile oggettività e mette in campo la propria soggettività di essere umano e di storico illuminando il paradosso di un episodio "eroico" eppure non sossumibile dalla apografia ufficiale dell'esercito italiano” (motivazione del premio del 22° San Giò Verona Video Festival)

“La narrazione scorre sul filo delle emozioni senza interruzioni di carattere didascalico (...) La poesia delle immagini è enfatizzata dalla bella colonna sonora composta e interpretata dal musicista Massimo Zamboni” (recensione su “Patria Indipendente”)

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