Negli ultimi anni
è andata sempre così. Ieri l’ultimo caso, presentata dal M5s contro il ministro
dello sport Luca Lotti. Nella storia repubblicana, Mancuso rimane l’unico
ministro ad essere stato sfiduciato dal parlamento. Vediamo gli 11 casi delle
ultime due legislature.
Articolo 94 – costituzione italiana – Il Governo
deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la
fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci
giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la
fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del
Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere
firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa
in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.La nostra
costituzione prevede la possibilità per un membro del parlamento di sfiduciare
il governo o un singolo esponente dell’esecutivo, in questo caso in base
all’art. 95 che attribuisce la responsabilità degli atti di ogni dicastero al
ministro che ne è titolare.Una possibilità confermata dalla sentenza numero 7
della corte costituzionale del 1997; il pronunciamento era stato invocato da
Filippo Mancuso, ministro della giustizia sotto il governo Dini, sfiduciato
dalla maggioranza nel 1995 (primo caso della storia repubblicana).In seguito
alla prima mozione di sfiducia presentata (nel 1984 contro l’allora ministro
degli esteri Andreotti), nel 1986 il regolamento della camera nell’articolo 115
fu modificato per includere quest’eventualità. La riforma precisò che la
disciplina di sfiducia al governo “si applica alle mozioni con le quali si
richiedono le dimissioni di un ministro“. Continua a leggere….
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