Dalla sanità visibile alla sanità invisibile

Mara Scagni
Grandi cambiamenti in corso per la sanità italiana e quindi ovviamente per la sanità alessandrina.
Anche la Direzione Generale dell’ASL alessandrina se ne è meritoriamente occupata con un convegno su “Sanità pubblica un bene prezioso o un insopportabile fardello ?”
Per fortuna si è convalidata l’idea del bene prezioso. Però qui cominciano le riflessioni.
Il possente progetto di cambiamento riorganizzativo e ovviamente anche culturale del sistema sanitario delineato sia a livello nazionale che regionale impone attente riflessioni  e, io credo, un’attenta vigilanza del cittadino e delle Istituzioni.
Il passaggio progressivo dalla cosiddetta “sanità visibile” con le sue strutture ed i percorsi tutti ospedalieri classici, possibilmente in ogni città e “quasi equivalenti” per cui, salvo grandi interventi  la risposta era data “vicino a casa” alla sanità invisibile può essere anche un’opportunità ma anche un grande rischio.
Sulla carta e’ un importante passo avanti. Percorsi diagnostici personalizzati, cartella clinica on line, visite prenotate direttamente dal medico di medicina di base, servizi a domicilio non solo di assistenza ma sanitari, dimissioni protette, per cui subito addirittura al momento dell’accettazione in ospedale ci si preoccupa di come avverrà la continuità delle cure post ricovero e cosi via.
Inoltre le riorganizzazioni territoriali. Ci chiameremo HUB e SPOKE. In pratica come per gli aeroporti.

Ci saranno ospedali centrali in cui verranno fornite tutte o quasi le specializzazioni ed altri che diventeranno solo presidi di territorio non a minora qualità di prestazione ma limitati a funzioni più ambulatoriali e non come si dice nella riforma, di primo livello, saranno di secondo livello e poi ci sono i servizi di base per le zone disagiate.
Ovviamente la riforma complessiva è molto più  articolata ma semplifico per cercare di far comprendere l’insieme.
Per il nostro territorio ad esempio sono previsti  4 distretti che si spartiscono la superficie provinciale con accorpamenti e differenziazioni di prestazioni. Ciò significa che la logica dell’ospedale sotto casa finisce perché nei vari distretti ci saranno prestazioni diversificate e semplificate e non sempre il pronto soccorso di vicinanza sarà la prima risposta ad un bisogno e ci si dovrà trasferire altrove.
Ciò comporta l’esigenza di fare capire bene al cittadino tutto questo per evitare di perdere tempo prezioso ed imparare ad usare la nuova sanità tenendo anche conto dell’estensione del nostro territorio ed anche la sua conformazione geografica.
La nuova sanità deve essere spiegata molto e bene ed anche le associazioni di volontariato, come ad esempio Cittadinanza Attiva e Tribunale dei diritti del Malato ed altre hanno il compito di aiutare ad  orientarsi insieme ai Sindaci che,  come massimi esponenti locali dei diritti di salute dei cittadini, dovrebbero promuovere più incontri informativi ed occuparsene meglio e di più.
Insomma la sanità invisibile è in agguato e pur nata da buone intenzioni rischia di essere un grande disagio se non la si conosce e non la si sa usare.




Commenti