M5S, Roberta Lombardi: Tassare i robot per garantire reddito agli umani?

M5S, Roberta Lombardi: Tassare i robot per garantire reddito agli umani?
L’intervento sempre più massiccio della robotica nel settore del lavoro non è una questione recente, ma oggi più che mai diventa necessario esaminarla: con la tecnologia che sta raggiungendo traguardi sempre più importanti in tempi sempre più brevi, la possibilità che dei robot possano sostituire buona parte dei lavoratori (soprattutto quelli impiegati nel settore industriale) inizia a rendere questa problematica molto sentita dalle istituzioni. Il problema sarebbe non solo la grande quantità di lavoratori potenzialmente sostituibili – stimata intorno al 57% di media nei paesi occidentali – ma anche la tipologia di lavoratori colpiti, ossia principalmente quelli coinvolti nel settore manifatturiero a basso costo, il che spiegherebbe perché la stima dei lavoratori “sostituibili” arriva al 77% in Cina (il paese con la percentuale maggiore, seguito dalla Thailandia con il 72% e dall’India con il 69%). Il rischio concreto di una robotizzazione massiccia è dunque l’aumento del divario tra le fasce di popolazione più povere e quelle più ricche, dal momento che verrebbero messi a rischio i posti di lavoro solitamente meno retribuiti.
Pochi giorni fa il Parlamento Europeo di Strasburgo ha esaminato la prima risoluzione per un diritto civile sulla robotica, proposta che prevedeva (tra le altre cose) l’introduzione di un reddito base per i cittadini, tenendo conto del potenziale calo dell’occupazione dovuto proprio alla robotizzazione del mondo del lavoro. La proposta è stata poi bocciata, ma la questione rimane aperta.
Alcuni definiscono eccessivo l’allarmismo e retrograda l’idea della tassazione dei robot per creare un reddito minimo per i cittadini; altri, come il magnate Bill Gates, ritengono che – malgrado il lavoro umano sia di fatto INSOSTITUIBILE in alcuni settori – con il passare del tempo ci saranno tipologie di lavoro in cui i robot prenderanno sempre più piede, motivo per cui sarebbe necessario prendere delle precauzioni affinché il lavoro meccanizzato non cancelli quello umano. E’ lo stesso Gates a ribadire la sensatezza di un’eventuale tassazione dei robot, permettendo che la ricchezza derivata dalla produzione possa continuare a dare i benefici all’intera società.
Dal momento che l’UE non si è ancora sbilanciata con una normativa in merito, ora spetta ai singoli Paesi preoccuparsi di gestire autonomamente la questione. A tal proposito, il mio collega Claudio COMINARDI ha presentato una Risoluzione in Commissione Lavoro facendo presente che “la normativa italiana non è intervenuta per regolare e definire lo stretto rapporto tra reddito da lavoro e tassazione sull'automazione secondo un bilanciamento di valori e principi da effettuarsi entro limiti di sostenibilità dei sistema economico e finanziari”, rendendo il nostro Paese ancora impreparato ad accogliere le conseguenze di questa “terza rivoluzione industriale” incentrata sull’innovazione tecnologica. E’ importante evidenziare poi che queste conseguenze non includono solo lo spettro del licenziamento di molti addetti al settore manifatturiero, ma anche un vero e proprio ridimensionamento del concetto di lavoro ad opera di strumenti tecnologici digitali – basti pensare al telelavoro. In un modo o nell’altro, non esiste oggi un settore del mondo del lavoro che non sia in qualche modo investito da questa rivoluzione tecnologica: non sono solo i posti di lavoro ad essere cancellati, ma anche dei tipi di lavoro veri e propri.
E’ venuto il momento di affrontare l'impatto della tecnologia sull'occupazione, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, e intervenire normativamente: 
- instaurando un reddito di cittadinanza;
- aggiornando l'offerta formativa e scolastica nell’ottica di questa trasformazione della società e dell'economia (così da permettere ai lavoratori divenuti «obsoleti» di riaccedere al mondo del lavoro e ai futuri lavoratori di non essere impreparati);
- adeguando gli strumenti contrattuali esistenti.

Per il testo della Risoluzione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html…"




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