M5S, Roberta Lombardi: Solidarietà ai lavoratori Alitalia

M5S, Roberta Lombardi: Solidarietà ai lavoratori Alitalia
Se c’è un’azienda simbolo dell’incapacità di fare impresa della classe politica che ci ha governato in tutti questi anni, sia a destra che a sinistra, questa non può che essere Alitalia. Approfittatori di ogni risma e manager improvvisati di nomina politica non potevano che produrre per l’ennesima volta il fallimento della ex compagnia di bandiera. Già spolpata durante la gestione pubblica, come è emerso limpidamente nella recente sentenza che ha portato alla condanna dei vertici aziendali quali l'ex Presidente Giancarlo Cimoli e l’ex A.D. Francesco Mengozzi, anche la sua privatizzazione nei fatti ha risposto a logiche e ad interessi politici. In primis, quello dell’imprenditore plurinquisito e condannato Berlusconi (che di aiuti di Stato se ne intende) che non esitò a sbandierare l’italianità della compagnia di bandiera per vincere le elezioni politiche del 2008 così da accollare allo Stato 4 miliardi di passività della vecchia gestione pubblica e consegnare un gioiello ai cosiddetti “capitani coraggiosi” capitanati da Roberto Colaninno (premiato per aver distrutto Telecom Italia). Capitani che sono stati capaci, nel più invidiato mercato aereo al mondo come quello italiano, di creare perdite giornaliere superiori a quelle della gestione pubblica. 
Politica è stata anche la decisione di Enrico Letta, nuovo premier del Governo degli inciuci, di svendere nel 2014 Alitalia agli arabi di Etihad al prezzo di due Boeing e costringendo Poste Spa, all’epoca totalmente pubblica, ad entrare come azionista. Nella nuova Alitalia fu nominato Presidente nientepopodimenoché Luca Cordero di Montezemolo che di cadreghe se ne intende. Ebbene! Mister Montezemolo è riuscito a fare peggio di Colaninno che certo non ha goduto del costo del greggio mai così basso e della ripresa del traffico aereo a livello mondiale e nazionale. Eppure un entusiasta Montezemolo non esitava a dichiarare ai quattro venti che avrebbe portato in pareggio Alitalia nel 2017 per farla poi decollare negli anni successivi. Abbiamo visto!!! 
A chi dare la colpa di tutto questo disastro? Ai dipendenti chiaro! Adesso si profilano all’orizzonte altri 2000 esuberi. Ancora lacrime e sangue! Non importa che tutti gli studi più accreditati hanno ampiamente dimostrato che la componente lavoro, già massacrata e demotivata in questi anni, non è la causa della “pesantezza finanziaria” di Alitalia ma che le ragioni vanno da ricercare altrove: dalle numerose spese “fuori controllo” come la manutenzione degli aeromobili che, “udite udite”, viene effettuata all’estero (Israele) quando Alitalia Mantinance Systems, la storica officina di Alitalia, nel silenzio più assordante , è stata dismessa e suoi lavoratori licenziati.

Pertanto come M5S non ci limiteremo ad esprimere solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Alitalia ma, con una delegazione parlamentare, saremo al loro fianco il prossimo 23 febbraio in occasione dello sciopero nazionale per ribadire con forza che non tollereremo altri abusi e sacrifici a loro danno.






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