M5S, Roberta Lombardi: Dagli ultimi dati, l’Italia risulta essere fanalino di coda d’Europa per quanto riguarda lo smart working.
Roberta Lombardi: Ma cos’è lo SMART WORKING?
Non è altro che il termine anglosassone per indicare il TELELAVORO, ossia quel tipo di lavoro che rende indipendenti da un luogo fisico specifico (dell’ufficio o della stessa azienda). Nel nostro Paese, i lavoratori che POTREBBERO fare smart working (sulla base del tipo di attività che svolgono) sono almeno 5 milioni - il 23% del totale deglioccupati.
In realtà, i dati reali divergono molto da questa stima, benché negli ultimi anni ci siano stati dei cambiamenti (facendo il paragone con i dati risalenti al 2013): rispetto al 2013 gli smart worker presenti in aziende con più di 10 dipendenti sono aumentanti all'incirca del 40%, passando quindi dal 5% al 7% del TOTALE DEI LAVORATORI (in cifre significa circa 250.000 lavoratori).
Attualmente la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sta valutando una proposta di legge che punti proprio a rivalutare il telelavoro in Italia. Tra i vari testi abbinati, anche quello del MoVimento 5 Stelle: per noi lo smart working è un’opportunità che, se ben sfruttata, potrebbe davvero rivoluzionare in modo positivo il panorama lavorativo.
Per i dipendenti, “smart working” vuol dire potersi riappropriare di una parte del proprio tempo e dunque una migliore integrazione tra lavoro e vita privata, senza contare la riduzione delle spese dovute ai mezzi di trasporto. La caratteristica principale di questa forma di lavoro è l’elevata flessibilità, tanto nell'organizzazione quanto nelle modalità di esecuzione delle attività. Proprio la flessibilità, che può apportare tanti benefici, richiede però una cornice normativa di riferimento SOLIDA e CHIARA, per evitare che FLESSIBILITÀ’ diventi ancora una volta sinonimo di PRECARIETÀ’ o, peggio ancora, di SFRUTTAMENTO invasivo dei dipendenti e del loro te.
Per i dipendenti, “smart working” vuol dire potersi riappropriare di una parte del proprio tempo e dunque una migliore integrazione tra lavoro e vita privata, senza contare la riduzione delle spese dovute ai mezzi di trasporto. La caratteristica principale di questa forma di lavoro è l’elevata flessibilità, tanto nell'organizzazione quanto nelle modalità di esecuzione delle attività. Proprio la flessibilità, che può apportare tanti benefici, richiede però una cornice normativa di riferimento SOLIDA e CHIARA, per evitare che FLESSIBILITÀ’ diventi ancora una volta sinonimo di PRECARIETÀ’ o, peggio ancora, di SFRUTTAMENTO invasivo dei dipendenti e del loro te.

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