I difetti fondamentali
di Luca Ricci
Rizzoli, 2017
€ 20 pp. 344
Gli scrittori: figure complesse, spesso raccontate nella loro parte migliore. Ma cosa pensano veramente? E come si comportano fuori dai riflettori?
Ebbene, hanno dei difetti. Quattordici Difetti fondamentali, tanto più umani che letterari.
Nella sua ultima raccolta di racconti (edita da Rizzoli), Luca Ricci indaga proprio questa categoria professionale − se così si può definire – in chiave postmoderna, spogliandola dall’incarto. E lo fa proprio bene, guardando i suoi personaggi dall’interno, li lascia parlare come in confessione, si ficca nelle loro teste, di quei ‘tipi eccentrici’, e li porta al limite del grottesco.
Il punto di vista è quasi sempre quello del protagonista-narratore, in una prospettiva psicologica, che investe l’atteggiamento mentale. Luca Ricci coglie le necessità dei suoi personaggi, per cui lascia che si esprimano in libertà, nello loro pulsioni (anche quelle più sfacciate), nei sentimenti (persino quelli inediti), nelle manie e altro ancora. Tuttavia, non è uno sguardo asettico, il narratore coincide con il protagonista e il lettore gli entra in casa. Che sia l’Affittacamere o l’Adultero, l’Invidioso o lo Stregato, c’è un’ossessione di fondo che li accomuna, una sorta di redenzione artistica, che si attende in fila, con il narcisismo in mano.

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