La povertà in Italia, secondo l’Istat sono 1,6 milioni di famiglie con un reddito Isee inferiore a 3mila euro, in totale 4,5 milioni di persone oltre la soglia di povertà assoluta.
In Italia quindi sono quasi cinque milioni gli indigenti, più che raddoppiati negli ultimi otto anni, nel 2007 infatti erano 1,8 milioni, poi la crisi ha fatto esplodere il disagio.
Le più colpite sono proprio le nuove generazioni, che tra l’altro sono le più istruite. Nel nostro paese la lotta contro la povertà attualmente conta su una spesa pari allo 0,1% del Pil contro lo 0,4% della media UE.
La misura di contrasto alla povertà, inserita nella Legge di stabilità, prevede l’erogazione di un beneficio economico sino a 400 euro per le famiglie disagiate. A questo proposito deve però essere presente un minorenne on un figlio disabile o una donna incinta. Il Fondo per il contrasto alla povertà sarà di 1,2 miliardi di euro per il 2017 e salirà a 1,7 miliardi di euro per il 2018.
Le misure previste dalla Legge di stabilità sono indubbiamente condivisibili, restiamo però in attesa di verificare se, quando e come verranno tradotte in pratica e sopratutto quali effetti avranno sul grave problema della povertà in Italia, che è indegno per un paese che voglia definirsi civile.
Restiamo altresì in attesa di verificare quali saranno le categorie di cittadini che contribuiranno economicamente a questa giusta operazione e cioè se saranno i soliti noti, che hanno poco ma sono in tanti, o se finalmente sarà, quantomeno in misura maggiore, quel 8 % di italiani che detiene oltre il 50% della ricchezza del paese.


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