Quello che non uccide di David Lagercrantz

by Maria Cristina Pesce
“...Mikael non poteva fare a meno di chiedersi se la sua visione di Millenium, per quanto bella e giusta in un mondo ideale, fosse anche funzionale alla sopravvivenza della rivista...”
Quando scoprii che nelle librerie stava per uscire la continuazione della trilogia di Millenium di  Stieg Larsson, scritta su 'commissione' da un altro autore, ero molto scettica sul possibile gradimento dei lettori.  Avrebbe avuto  l'impatto e il coinvolgimento del magnifico thriller  “Uomini che odiano le donne” o de “La ragazza che giocava con il fuoco”,  o ancora de“ La Regina dei castelli di carta”?  Avrei ritrovato lo stesso spessore nei protagonisti: il carismatico, puro giornalista Mikael Blomkvist e le sue scottanti inchieste, la dark borderline e geniale hacker, Lisbeth Salander,  o la bella anticonformista editrice  Erica?  
Lo scrittore David Lagercrantz, a me sconosciuto,  sarebbe stato degno erede di Larsson o avrebbe assecondato  solo una mera operazione commerciale?
Il giallo non ha la portata dei precedenti, più  breve, più  lineare e meno complesso, più narrativo  si perde in dettagli informatici, più comprensibili agli addetti ai lavori. Gli avvenimenti che man mano si snodano mancano di colpi di scena e di sospensioni eppure é un thriller da leggere. La tematica  sul mondo digitale é attuale e la scrittura di Lagercrantz é buona, con un suo stile seppure non intrigante come quella dello scrittore scomparso prematuramente. La  trama riesce  a coinvolgere, é ben costruita, inizialmente troppo lenta diventa poi sempre più scorrevole. C'é meno violenza rispetto alla trilogia e i personaggi sono ben tratteggiati, Lagercrantz é riuscito a dare loro la continuità di quelli della saga di Millenium, anche se Mikael in questo noir appare più spento e Lisbeth meno sociopatica. 

La storia si snoda attorno al personaggio di Frans  Balder, un genio informatico che  scoperta  una nuova forma di intelligenza artificiale ha abbandonato gli Stati Uniti ed é ritornato  in Svezia, ma  minacciato vuole fare rivelazioni scottanti al giornalista Mikael Blomkvist. Il giornalista di Millenium che sta vivendo una fase professionalmente demotivata spera di imbattersi in nuovo materiale per un' inchiesta che aumenti le tirate della  rivista in cattive acque, ed evitare che il gruppo editoriale Serner che ha già acquistato una quota, possa imporre una linea politica che tarperebbe la loro indipendenza. Mikael scoprirà che anche l'amica con cui ha condiviso momenti di 'alta tensione' e un profondo senso di giustizia, Lisbeth, é stata coinvolta dall'informatico.
Lo scienziato viene però ucciso mentre il giornalista sta entrando a casa sua, da qui in poi entrano in scena i servizi segreti, figure dell'industria informatica, organizzazioni criminali, assassinii, guerre in rete. Il figlio August, autistico, che Balder, dopo aver scoperto alcuni lividi su di lui, provocati dal nuovo compagno della exmoglie, aveva portato a vivere con sé, ha ereditato il genio matematico paterno ed é stato testimone  dell'omicidio. Scatterà una vera e propria guerra in rete tra hacker e il violento passato di Lisbeth ritornerà con i suoi inquietanti fantasmi, con la presenza della bella  gemella, magnetica capo di  un'organizzazione criminale che  ha ereditato dal padre la  stessa crudele perversione.  Attratta dal potere digitale, della sorveglianza globale é disposta a  tutto, con mezzi illeciti e spargimento di sangue pur di ottenerlo, ma Lisbeth riuscirà ad ostacolarla.
L'indomita hacker collaborerà ancora una volta con Mikael e riuscirà ad intrufolarsi nei complicati sistemi informatici,  a comprendere  il linguaggio del bambino e salvarlo.

Lagercrantz,  pur non essendo il replicante di Larsson, pur non avendo esperienza come giallista, é stato comunque bravo a costruire l'impianto di “Quello che non uccide” mantenendo gli ingredienti del thriller di stampo nordico.  Lo scrittore deve aver fatto non pochi sforzi per tentare di entrare nei contorti profili psicologici dei protagonisti, nel cercare di addentrarsi nei baratri della perversione della mente umana e in quella che era la fervida mente di Larsson.  Un noir che consiglio di leggere,  tanto più che il  suo finale mi fa  supporre (e sperare) in una prossima continuazione.



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