L'io e la Conoscenza, Giuseppe Scolese


L'io e la Conoscenza.
Sei più di quello che riesci a vedere, sicuramente
i tuoi occhi vedono in maniera fantastica soltanto
la superficie di quello che sei in potenza.
Hai un compito infinito, scritto con inchiostro
indelebile, in ogni cellula del tuo organismo,
e di più, in te sono inscritti tutti i compiti
di chi ti ha preceduto, quelli compiuti e quelli
ancora da compiere.
Non confondere mai il tuo spirito creativo, l'eros
che ti muove a cercare dentro, tutto ciò che per
natura ti è stato consegnato, i famosi talenti.
Quando dici ad una seconda persona; io e te
facciamo la tale cosa, non permettere mai che
diventiate uno. Rimanete Io e Te, perché i talenti
sono a ciascuno dati con scopi differenti,
ma ugualmente importanti.
Un poeta non sarà mai uno scienziato, e un
musicista mai potrà essere un matematico.
Però lo scienziato apre al poeta le porte delle stelle
e il matematico i numeri per i tempi delle partiture.
La conoscenza delle cose giuste e delle cose ingiuste
viene tanto più in aiuto a coloro che hanno chiaro
lo scopo del proprio Io. Quelli che cercano un tu
vogliono diventare un noi.
Una società è un noi, un gruppo è un noi, un'organizzazione
è un noi, un esercito è un noi, uno schieramento politico
è un noi, una patria è un noi, una famiglia è un noi.
Un io è un' altra cosa, Mozart è un io, Dante è un io.

Gesù è un io, Mandela è un io, Van ghog è un io,
Giordano Bruno, Galileo, Leonardo, Chopin, Bob Dylan,
Michelangelo, Sahespeare, S. Francesco, tutti questi
e tanti altri che non sto a menzionare, perché sono
chiari a tutti chi sono o chi sono stati. Ebbene, costoro
non hanno mai in alcun modo desiderato essere dei noi,
ma hanno scavato la loro anima fino alle profonde radici
del loro essere, e tutto questo per essere fedeli a se stessi.
Ora una società cosa ah da dare ad un io, così pure un partito
politico, o una patria, o una religione, ancorata nel suo dogma
"noi abbiamo ragione "
Guardo l'unicità irripetibile dei girasoli di Van ghog , le stupende
ballate di Dylan, l'amore universale dello sguardo di Maria nella
Pietà, lo strazio del cuore di Otello distrutto dal perfido Jago,
il cantico di Francesco primo grande poeta ecologista, nel suo
cantico insegna ad ognuno il rispetto e l'amore per il creato, richiamando ognuno di noi singolarmente a vivere una vita povera di cose e ricca
di spirito.
L'io, quale intimo e profondo abitante di ogni creatura, ne governa
e consiglia i passi, affinché l'uomo abbia sete di conoscenza.
Solo colui che conosce accede alla sapienza Divina, e a quella
che ha, sarà aggiunta a dismisura. Ma ha chi non ha sarà tolta
anche quella che ha.
La legge della conoscenza è una legge eterna che esige impegno
costante, tutta la vita, o meglio tutte le vite, l'uomo che non spreca
il suo tempo in occupazioni inutili, anela ad essa, e viene premiato
per il suo impegno, con sempre più conoscenza.
Ma chi questa conoscenza non la vuole conoscere, ne apprendere
pianga se stesso.

Giuseppe scolese.
8-12-2013


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