Il venditore di cavalli zoppi può tornare a vendere quadrupedi, preferibilmente pony

Il venditore di cavalli zoppi può tornare a vendere quadrupedi, preferibilmente pony
È un no alla riforma, è un no alla persona
Il commento di Marcello Foa ai risultati del referendum costituzionale italiano

Matteo Renzi. ©  Keystone
di MARCELLO FOA - Un risultato così netto era inimmaginabile e questa volta i sondaggi hanno sbagliato per eccesso di prudenza. Il NO non soltanto vince, trionfa con margini di distacco che, secondo gli exit polla, sono abissali.
Ed è estremamente significativo che la partecipazione alle urne sia stata molto alta. Questo è stato autenticamente, un voto popolare, che non lascia spazio ad interpretazioni e ad ambiguità.
Gli italiani hanno bocciato una riforma costituzionale che, se fosse stata approvata, avrebbe incrinato alcuni dei principi fondanti della democrazia e della Repubblica. E contestualmente hanno bocciato irrevocabilmente un premier, Matteo Renzi, che poco meno di tre anni fa si era presentato come uno straordinario innovatore ed era considerato da molti come l'unica vera speranza per l'Italia, che però con il trascorrere del tempo ha mostrato il suo vero volto, quello di un premier sbruffone, voltagabbana, convinto di poter ingannare e illudere tutti con la sua straordinaria ma illusoria parlantina. Un "bomba", come lo chiamavano i suoi compagni di classe.

Per un po' gli italiani gli hanno dato ascolto, persino fiducia ma quando le promesse, gli annunci roboanti sull'Italia che riparte, sulla disoccupazione che scende, sui "rosiconi" che perdono, non trovano riscontri nella vita di ogni giorno, quella fiducia si è trasformata dapprima in perplessità, poi in diffidenza e nei casi estremi in vero e proprio odio.
La prospettiva di dare a un premier di questa risma poteri che non hanno paragoni nelle democrazie occidentali è risultata intollerabile alla stragrande maggioranza degli elettori. E il fatto che Renzi si sia impegnato in prima persona con la foga di un gladiatore e facendo ampio ricorso a una propaganda che è risultata sovrastante e martellante rende ancor più cocente e significativa la sua sconfitta.
È un no alla riforma, è un no alla persona. Matteo Renzi, politicamente, è finito.
Gli italiani, invece, si associano al messaggio già formulato con forza dai britannici scegliendo la Brexit e dagli americani eleggendo Donald Trump. E non solo perché ancora una volta le intimidazioni e lo spin attraverso i media tradizionali è risultato inefficiente. Le vecchie regole della propaganda e della manipolazione per influenzare e intimidire i popoli, non sono più efficienti come un tempo.

Gli italiani hanno detto no all'establishment e alle élite transnazionali ed europee che hanno governato la globalizzazione, l'Europa e di fatto anche l'Italia, limitandone la sovranità e la possibilità di cambiare.
Gli italiani, come gli americani e come i britannici, vogliono un vero cambiamento, vogliono tornare padroni del proprio destino. Questa sì è una rivoluzione.

Cav. Dott. Claudio S. Martinotti Doria claudio@gc-colibri.com  www.cavalieredimonferrato.it

Aforisma di Claudio Martinotti Doria:
Il problema dell’Italia è che la mamma dei cretini è sempre incinta …

Il problema del Monferrato Casalese è che sua sorella è la mamma dei blagheur

Commenti