GITA AL FIUME (I), Devadatta Sk! Valmiki

GITA  AL  FIUME  (I)

Devadatta Sk! Valmiki

Accoccolato contro al pilastro d’un ponte sento
molte auto che corron veloci, rimbombandomi in testa
e tutt’intorno a me il fiume scorre, grigio e lento.

Resto in ascolto dello scroscio dell’acqua, e i richiami
degl’uccelli che cinguettano fra i rami, e il vento,
come me, disperso negli alberi accanto agli argini.

Assorto nell’ingannevole silenzio della natura,
brulicante di vita e d’un grido sussurrato,
ascoltandomi le urla nella testa e l’arsura
del pulcino nel petto, cruento e mai placato. 

Nella cercata solitudine rifletto, sul perché
del mio malessere e mi domando com’è
che il fiore in fiore possa profumare meno potente
che nella sua vetusta secchezza inebriante.


Frattanto sul mio capo mi dischiudono i segreti
nubi bianche che incupiscono di verde gli abeti
ed il mio cuore sussulta, tremulo fra vento e fiume,
mentre giunge violetto il tramonto ad inghiottire il Lume.

Splendenti cumuli di aranciati cieli
Accoglietemi nelle forme mutevoli
Ove io possa svuotarmi la mente
E sentire il mio cuore sconvolgente.


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