Evadere, Augusto Salati


Evadere
da muri troppo stretti
recinti senza maglie
giardini imbellettati
da frivole mani.
Evadere dai giorni
sempre uguali
cose, parole,
gesti come robot
perfino i merli
qui hanno imparato
a ripetere i loro voli.
E dagli uomini
Nessuna speranza
Cerchi concentrici
Ci chiudono nei nostri
Covi distratti
E l’apparenza ci inquieta
con fare poetico.

M’impongo la museruola
Ma quel che vedo
Non riesco a vomitarlo.
Dunque me ne vado
In quell’altrove arcadico
Di pecore e pastori
Mangerò la frutta proibita
E dormirò di sogni
In letti naturali
Di foglie e fiori
E sazierò le selve e gli animali
del mio ritrovato silenzio.
a.s.
dalla pagina facebook Uno per tutti, tutti per uno





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