L'impressione statica della foto di gruppo del nuovo governo è quella di una fotocopia, con cinque spostamenti, Boschi, Lotti, De Vincenti, Minniti e soprattutto Alfano, una preponderanza di conferme, Padoan, Calenda, Orlando, Pinotti, Delrio, Franceschini, Poletti, Martina, Madia, Galletti, Lorenzin e Costa, due new entry, Fedeli e Finocchiaro, una sola vittima sacrificale, la Giannini, un grande assente, Matteo Renzi, con Gentiloni a fargli da supplente, o più ingenerosamente da segnaposto.
Se si voleva simboleggiare la continuità non si poteva far di meglio; se si voleva dare il senso di provvisorietà pure.
Ma questo è il governo che dovrà sottoporsi al vaglio elettorale, e in una cosa soltanto è al passo coi tempi: l'autunno.
Trasmette l'idea di una stagione politica che si avvia alla conclusione, di una compagnia teatrale che conclude il suo giro di repliche senza il prim'attore.
Come se il renzismo senza Renzi fosse un concerto di moderate competenze, una Reunion musicale senza il solista, rimessa insieme proprio allo scopo di far risaltare "l'incolmabile vuoto", la inesauribile spinta cinetica, propositiva e mediatica dell'ex premier.
Ma il rischio è doppio: mostrare che un governo Renzi senza Renzi perde la sua carica vitale, e diventa ordinaria amministrazione, tirare a campare, apostrofo grigio tra il congedo e l'auspicato ritorno; e mostrare anche, in controluce, che il valore aggiunto di Renzi è il movimento, la mobilitazione personale permanente, lo stile decisionale h24, la frusta del domatore sempre impugnata.
Sì, ma per fare cosa? È questo l'enorme non detto del premier passato che si candida a tornare, e del suo partito in mutazione di identità. L'immagine del sindaco consacra la qualità dell'amministrazione.
Ma amministrazione e politica sono due cose diverse: la prima attiene alla gestione degli interessi di una comunità, la seconda alle scelte di prospettiva di una società, scelte improntate a un'idea di futuro, di indirizzo delle sorti di un paese.
Che Italia vuole il Pd renziano? E già che ci siamo: che Italia vuole il M5s? Che Italia vuole la galassia del centro-destra? Senza la colla delle idee politiche anche le figurine dei leader più forti si staccano

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