Crt non si sbanca per Unicredit

Crt non si sbanca per Unicredit
Diversamente da Cariverona, la fondazione torinese difficilmente sottoscriverà completamente l’aumento di capitale. Conterà sempre meno e i dividendi si assottiglieranno. Un problema per Torino, un brutto presagio per Palenzona
“Stiamo valutando. Lunedì abbiamo un consiglio, dopo ne parleremo”. Poche e lapidarie parole, quelle pronunciate dal segretario generale della Fondazione Crt, Massimo Lapucci, che non sciolgono i dubbi su quale strada imboccherà la cassaforte torinese di fronte all’aumento di capitale “monstre”, da 13 miliardi, deliberato dal cda di Unicredit e in attesa di approvazione , il prossimo 12 gennaio, da parte dell’assemblea. Attualmente la fondazione di via XX Settembre possiede il 2,3% del colosso bancario e il mantenere questa quota, con la ricapitalizzazione indicata, significherebbe 

allargare di molto i cordoni della borsa. In poche parole svenarsi. Un’eventualità che seppur suscita alcune perplessità in alcuni osservatori circa la sua concretizzazione, ad oggi – come si può intendere anche da quanto detto da Lapucci – non la si può certo escludere... continua su: http://lospiffero.com/ls_article.php?id=30961

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