Buon Natale agli alessandrini
Parto dall'esempio di Bima per gli auguri dell'identità che ci può salvare dalla continua discesa. Ho la speranza che sarà il momento buono per riprendere a salire verso il pianoro che ci compete. Ma non potremo farlo senza forza e senza aiutarci l'un con l'altro
di Piercarlo Fabbio
Si possono scrivere tante storie su Alessandria, ma Fausto Bima scelse, negli anni Sessanta dell'altro secolo, di redigere una "Storia degli alessandrini". Il titolo era inequivocabile: la città era tale perché composta dai suoi abitanti. Loro erano i protagonisti delle gesta che lui si era preso la briga di narrare. Loro erano il motore e il fruitore di ogni azione si fosse svolta. Era impegnativo già in quegli anni parlare più di identità che di fatti o episodi pur importanti. Ma proprio con questa scelta si mettevano in luce pregi e difetti di una comunità attraverso la descrizione del sentimento di città.
Ecco, vorremmo essere nuovamente in grado di raccogliere questa sfida, di guardarci dentro per ritrovare le risorse, le forze per risalire. Abbiamo percorso in questi anni una dura e lunga discesa. Siamo capitati in un vallo, non in una pianura. Anzi per arrivare al pianoro, senza voltarci indietro, dovremmo ritornare a salire e ci vorrà tanta energia per farlo.
Se sfoglio le pagine di quel libro, capisco che gli alessandrini questa volontà ce l'hanno. Devono trovare solo una nuova guida, qualcuno che si assuma la responsabilità di indicare una strada possibile e incominciare il cammino. Sarà un percorso faticoso, occorrerà spingersi l'un con l'altro, ma alla fine so che loro ci riusciranno. Se non altro per continuare degnamente a scrivere le pagine mancanti di quella storia che è tutta loro e che lo sarà per sempre. Buon Natale. Buona ri-Nascita.

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