da INFOSANNIO
Berlusconi e Forza Italia daranno una mano, Renzi sempre più isolato nel Pd
(Di Alberto Maggi @AlbertoMaggi74 – affaritaliani.it) – Siamo proprio sicuri che l’Italia andrà ad elezioni anticipate nella prossima primavera o al più tardi a giugno? Stando alle ultime indiscrezioni che arrivano dai Palazzi del potere, pare proprio che Sergio Mattarella non abbia alcuna intenzione di sciogliere le Camere rapidamente e punti a far terminare la legislatura. Non solo, in tal senso ci sarebbe anche un impegno preso in via del tutto ufficiosa con le istituzioni europee, Commissione e Bce.
A Bruxelles infatti sono molto preoccupati per le Presidenziali francese e per le elezioni politiche tedesche e olandesi, tutte il prossimo anno, e poter evitare il rischio populisti in un altro grande Paese dell’Unione sarebbe molto gradito. Addirittura c’è chi ipotizza che la Commissione, la Bce e la Cancelleria di Berlino (azionista di maggioranza dell’Ue) possano avere un occhio di riguardo per l’Italia, senza esagerare troppo sul rispetto di vincoli e parametri in tema di conti pubblici, nel caso in cui non si torni alle urne prima del 2018.
D’altronde Paolo Gentiloni non sembra proprio intenzionato a fare il premier con scadenza già scritta (“non è come lo yogurt” sono state le parole di Angelino Alfano) e si muove non come capo di un esecutivo elettorale. In Parlamento poi ci sono moltissimi senatori ex M5S ed ex Pdl che sanno perfettamente che non verranno mai ricandidati e quindi puntano ad allungare il più possibile i tempi, anche perché dal primo settembre 2017 scatta il diritto al vitalizio anche ai parlamentari che sono alla prima legislatura. Nel Pd poi Matteo Renzi non sembra avere quella forza per poter decidere il destino di Gentiloni.
Le due correnti principali – quella di Franceschini e quella di Orfini-Orlando – “non sono più al servizio del segretario” spiega una fonte dem. E anche Forza Italia, con Berlusconi che teme il voto subito che consegnerebbe il Centrodestra nelle mani di Salvini, sarebbe pronta ad uscire dall’Aula di Palazzo Madama ogni volta che il governo Gentiloni si trovasse in pericolo. Altro che elezioni in tempi brevi…

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