ANPI: Appello agli indecisi: riforma lontana dai cittadini
Siamo al termine di una lunga campagna elettorale. Un lungo periodo nel quale il nostro Paese è rimasto fermo a perorare una riforma che noi cittadini non abbiamo richiesto e della quale non ne sentivamo la necessità.
LAVORO e WELFARE. Abbiamo la disoccupazione all’11,4%, quella giovanile al 36,4%; numeri ben più alti della media europea. Anche i nostri salari sono più bassi rispetto ai nostri dirimpettai di confine. Servono un rinnovato tessuto industriale, futuro per i ragazzi, ricerca, maggiore sanità pubblica, riforma della tassazione e... coraggio !
È già possibile farlo ora senza modificare la Costituzione. Se la classe politica non ne è in grado, la colpa è da ricercare nella sua scarsa preparazione e inadeguatezza.
GIUSTIZIA. In un periodo storico nel quale sono ufficialmente in aumento criminalità e inchieste di mafia, è il caso di concedere l’immunità parlamentare a 95 tra sindaci e consiglieri regionali ? Come sarebbe cambiata la storia d’Italia con certi amministratori immuni alla giustizia ?
EUROPA. Anche se di fatto così già avviene, la riforma costituzionalizza la nostra dipendenza dai vincoli derivanti dall’Unione europea. La stessa Europa che storce il naso alla richiesta di maggiore possibilità di spesa per far fronte alla ricostruzione post-terremoti e gestione flussi migratori. Mi considero europeista convinto ma, con altrettanta certezza, dichiaro questa Europa più vicina alle banche che al modello di libertà e unità desiderato dalla Resistenza e da Altiero Spinelli.
PARTECIPAZIONE. Senza entrare nei tecnicismi, questa riforma intende rimuovere la mediazione tra le parti, introducendo la logica verticistica che ormai è “moda”. La ritroviamo in azienda, nella “buona scuola” con il preside/manager e, quindi, anche in politica dove si afferma il bisogno del leader, o capo, che indica la strada senza bisogno di confronto.
Arriviamo al referendum proprio perché il Parlamento non ha raggiunto i due/terzi durante l’approvazione del provvedimento: significa mancanza di condivisione e comunione d’intenti. L’accoppiata tra legge elettorale (Italicum) e riforma costituzionale rischia seriamente di farci spettatori di decisioni assunte lontano dal Parlamento. Senza possibilità di comunicazione e dialogo tra forze politiche.
I cittadini sarebbero chiamati in causa ogni 5 anni mediante il voto, restando inermi per il resto del tempo.
Come dice Lidia Menapace, credo che la politica sia “bellezza”, che la partecipazione sia “bellezza”, che la diversità sia “bellezza”. Per questo invito a votare NO e impegnarsi nell’attuazione della nostra Costituzione, ritenuta tra i testi politici più belli al mondo.
Gabriele Farello, Presidente ANPI Casale Monferrato

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