Riportiamo di seguito il testo della lettera di Renato Balduzzi, pubblicata ieri su Avvenire, in ricordo della professoressa Anna Civran, una delle figure più note e significative degli intellettuali cattolici italiani degli ultimi settant’anni.
Ufficio stampa del prof. Renato Balduzzi
Caro direttore, ieri, venerdì 11 novembre 2016, si è celebrata la liturgia di Resurrezione di Anna Civran, spentasi a Roma all’età di 92 anni.
Udinese di origine, marchigiana prima e poi romana di adozione, la professoressa Civran è stata, nonostante il suo carattere schivo e riservato, una delle figure più note e significative degli intellettuali cattolici italiani degli ultimi settant’anni.
Credo sia doveroso ricordarne brevemente l’intensa biografia. Formatasi nella Fuci e poi nel Movimento laureati di Azione Cattolica, stretta collaboratrice di persone come Vittorio Bachelet e monsignor Costa, Vittorino Veronese, padre Enrico di Rovasenda e don Pino Scabini, Anna traghettò felicemente, insieme a Romolo Pietrobelli, i Laureati al Meic, il Movimento ecclesiale di impegno culturale di cui fu per molti anni vicepresidente nazionale: non vi è stato (lo dico per esperienza diretta) nessun presidente nazionale del Meic che non abbia avuto il conforto della lucida intelligenza di Anna Civran, della sua fede limpida e coinvolgente, oltre che della sua passione teologica ed ecumenica, unitamente a una capacità (che ha condiviso con la sorella Ines, alla quale vanno un affettuoso pensiero e un forte abbraccio) di stare vicina alle persone che incontrava.
Costante e formidabile fu infine il suo apporto alle organizzazioni di coordinamento delle associazioni e dei movimenti cattolici, così da far conoscere largamente Anna anche al di fuori degli ambienti della famiglia dell’Azione Cattolica Italiana. Per tutto questo, vada il grazie riconoscente al Signore per aver dato a tanti la gioia di conoscere e voler bene alla professoressa Anna Civran.

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