Come vetri di Boemia, Augusto Salati


Un buongiorno a tutti voi col profumo colorato dell’autunno, che ho vissuto ieri da ragazzo “privilegiato”!
Come vetri di Boemia.
Ho camminato
Dentro un autunno sfarzoso
Bruni, gialli, rossi infiocchettati
Verdi smeraldo
Come vetri di Boemia
E un gran sienzio!
I boschi a macchie
Trasognavano raggi
E merletti di luce lavorati
All’uncinetto da mani antiche
E mistico era
Il mio passo lento tra le foglie
Umide ancora
Di rugiada albale.
Ricca la pietra
Di interstizi e acqua
Colante dalle fenditure rosee
E fiori imbrillantati
A mezzodì tra i rovi.

Oh giorno mio di enfasi
Tra i profumi a fiumi
Di resine e cortecce vaporose
E un camino acceso
Di sussulti alle narici
E lacrime di gioia
Per il piacere della gola.
Sacro e profano
In una giornata di sole
arricchiscono l’anima.
Cos’è questo diverso suono
Che straripa dal cielo
E fa d’un uomo un uomo vero?

Libero dagli insulti della gente
Mi riposo ad un tavolo
Sotto fronde roverelle
Dove un volto
Dal sorriso buono di focaccia
E dalle mani di rosa
Mi chiede cosa voglio da bere!
a.s.
dalla pagina facebook ESCLUSO MORTIMER CLUB DEGLI AMICI



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