Lo stabilimento
Imt di Cassine potrebbe avere i giorni contati. Per la nuova proprietà un terzo
dell'organico sarebbe in esubero e quindi a rischio licenziamento. Decisa la
risposta dei sindacati: "O tutti o nessuno". Venerdì 30 incontro
decisivo tra dirigenza e parti sociali
PROVINCIA
Da una parte
la FFG, una multinazionale taiwanese che fonda una 'new co.' (società
costituita ex novo, n.d.r.) formata da due aziende italiane specializzate nella
produzione di macchine utensili, la piacentina Jobs e la milanese Ermando Rosa,
per acquisire i tre stabilimenti del Gruppo Imt (Cassine, Riva presso Chieri e
Casalecchio di Reno). Dall'altra, gli ormai ex dipendenti Imt, che non sanno se
guardare alla nuova proprietà con fiducia oppure con inquietudine. Con fiducia,
perché la FFG è una multinazionale tra le migliori al mondo in questo campo,
con inquietudine perché, rovescio della medaglia, la Grinding Group - la new
co. nata dall'accordo tra Jobs ed Ermando Rosa - considera più della metà dei
220 dipendenti Imt in esubero rispetto ai piani aziendali. Per ciò che riguarda
lo stabilimento di Cassine (ex Tacchella Macchine) sui 90 stipendiati rimasti
(occorre ricordare che tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 la
fabbrica dava lavoro a circa 300 persone), 30 sarebbero quelli in eccedenza.
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