Gentile Sonia Paola Bersano,
non vedo firma nella e-mail che mi ha inviato ma deduco dall'indirizzo e-mail che questi siano il Suo nome e cognome.
La ringrazio per la risposta.
Una risposta può essere limitata, insoddisfacente, non condivisibile, addirittura sgradevole ma credo sia doverosa perché una risposta dà un senso all’impegno per una causa e mi fa piacere che Lei, credo in rappresentanza del Comitato Palio, abbia dato un senso alla mia.
Alcune Sue riflessioni mi fanno sorgere il dubbio che Lei non abbia letto con attenzione la mia e-mail: ciò è comprensibile perché, forse irritata dalla critica ricevuta, era presa dalla foga di rispondermi. Cercherò di spiegarle meglio alcuni concetti, sperando che nel frattempo Lei si sia rilassata e sia più predisposta a leggere con calma. Mi fa piacere che Lei abbia citato il pensiero di Jean Jaurès, uomo che stimo in qualità di convinto pacifista impegnato nell'evitare la Prima Guerra Mondiale e assassinato proprio per questo. E' un personaggio così importante in Francia da essere sepolto al Panthéon de Paris. Purtroppo Lei lo ha citato senza capire il senso della citazione. L'illustre filosofo e politico vuole dire l'opposto di ciò che Lei ha in mente. Per mantenere viva una fiamma, bisogna rinnovare la materia prima che la tenga accesa. Se non la si rinnova, va tutto in cenere. La materia prima non è mai la stessa (perché si brucia nella combustione) ma cambia col tempo.
Lei tesse le lodi di questo palio richiamandosi alla tradizione, un concetto molto complesso. Le tradizioni elaborano i contenuti culturali alcuni dei quali vengono conservati, alcuni modificati, alcuni eliminati. La tradizione è ciò che viene trasmesso, come un’eredità, e come accade con ogni eredità, è necessario discernere ciò che di prezioso è da mantenere da ciò che deve essere abbandonato. Dal verbo latino “tradere”, derivano sia il temine “tradizione” che il termine “tradimento”: nell’atto del “tradere”, si consegna un ordine precostituito, un sistema preesistente ma nello stesso tempo si abbandona e si tradisce un sistema di precedenti regole o configurazioni a favore della novità. Credo che la consegna e il tradimento debbano trovare un punto di incontro anche a Cocconato d'Asti che, insisto, è ferma al PAL-I-OLITICO.
Lei scrive: "Dietro a questa manifestazione,la quale lei sbefeggia e ironizza sul nostro "livello qualitativo superiore" (…)" Le faccio notare che l'espressione virgolettata non è mia: ho riportato esattamente le parole che si trovano sul sito web del Comune, firmate da Franco Zampicinini.
Lei scrive: "Se non amassimo gli ASINI, di sicuro non gli dedicheremo tutto questo tempo e importanza." Le chiedo di fare un commento sul comportamento degli asini nel video che ho indicato nella e-mail. Le chiedo un ulteriore sforzo: mostrarlo a veterinari comportamentisti a zoologi, etologi... qualcuno di competente (che non abbia un conflitto di interessi col palio). C'è da arrossire di vergogna nell'esaminare quel video: la vergogna con cui trattiamo gli animali.
Lei scrive: "Se la nostra manifestazione è arrivata alla 47° edizione senza che mai si siano verificati problemi, ferite o danni a tutti gli animali, cosa che invece succede spesso negli altri Pali di cui lei si è forse dimenticata di parlare (…)" Mi occupo di questo genere di spettacoli e ne ho viste di tutti i colori. Non mi sono "dimenticata" di citare i circa 100 palii che conosco (non solo di asini): sarebbe piuttosto oneroso farlo. Se Lei è interessata, Le mando tutte le informazioni a riguardo. Ne ho citato uno, quello di Venaria, come buon esempio perché abolito.
E prosegue "(...) e senza nemmeno mai contrasti con i numerosi movimenti animalisti che invece apprezzano la nostra festa". Vuole essere così gentile da comunicarmi quali sono i numerosi movimenti animalisti che Vi hanno espresso il loro apprezzamento? Ciò che Lei afferma è molto importante dovrebbe darcene prova, se no altro per provare che non siano frottole.
E prosegue: "(...) dovrebbe documentarsi un po' meglio sull'entità e sullo svolgimento dei fatti per non restare nell'ignoranza, caratteristica che ora le appartiene." Capisco la Sua irritazione ma forse Lei non si è resa conto che mi sono documentata nel migliore dei modi: ho letto la descrizione della corsa e l'ho vista in un video. Se Lei pensa che dovrei venire di persona a vedere quell'esempio desolante di panem et circenses per poterlo giudicare pienamente, si sbaglia. Le immagini sono chiarissime e, tra l'altro, servono anche da promozione dell'evento.
Lei scrive. "(...) i nostri asini sono trattati da protagonisti assoluti e non assolutamente maltrattati nè, tantomeno, mandati al macello come lei stessa provocatoriamente afferma, rischiando inoltre di ricevere denunce per calunnia e diffamazione." Non ho mai scritto di maltrattamento nella mia lettera. Non uso mai la parola “maltrattamento” perché è un termine di competenza della legge. C’è una legge apposita che se ne occupa e che spero Lei conosca: è la Legge 20 Luglio 2004, n.189 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”. Uso con cognizione di causa il termine “sfruttamento”. Poiché ho una formazione di studi umanistici, rimando il termine “sfruttamento” alla sua etimologia latina: è un composto di s- privativo e “frutto” dal latino “fructus”. È un levare i frutti prima che giungano a maturazione. Lo sfruttare toglie e impoverisce, rende sterile, spezza la continuazione della vita. Il termine è usato per estensione al di fuori dal mondo dell’agricoltura ed è spesso usato proprio per indicare lo sfruttamento nel mondo del lavoro: per esempio sono sfruttati lavoratori e lavoratrici ma le loro condizioni non sono affatto perseguibili dalla legge, anzi, devono lottare disperatamente affinché sia riconosciuto il loro sfruttamento come qualcosa di illegale. Purtroppo non sempre ci riescono. Chi difende gli animali, lo fa proprio vedendo il loro sfruttamento quotidiano: un animale che viene cacciato, pescato, allevato, macellato, mangiato, indossato, sperimentato, legato, incatenato, recintato, ingabbiato, esibito in fiere, circhi, zoo, acquari, corse e via elencando… secondo Lei non viene sfruttato? Nessun animale sceglierebbe mai di subire questi traumi nella sua vita ma gli esseri umani glieli fanno subire, legalmente. Ed è la stessa legge, non io, a decidere se siano vittima di maltrattamento.
Riguardo la destinazione al mattatoio degli asini, Le riporto ciò che ho scritto e che Lei forse distrattamente non ha letto "sono destinati a correre e chissà che non finiscano nel mattatoio per trasformarsi nelle crudeli leccornie che allietano macabre sagre" Gli asini si mangiano e non c'è nulla di strano a ipotizzare che Cocconato li destini al mattatoio: lo fanno centinaia di paesi su e giù per l'Italia. Attendo con piacere una "denuncia per calunnia e diffamazione": sarei lieta di conoscerla in udienza.
E per finire, Lei scrive: "Si ricordi,che il titolo della sua email/lamentela : "asini che riempono la domenica" offende, disprezza, da una nota negativa a questo nobile animale, non offende di certo noi amanti del PALIO di Cocconato!". Anche in questo caso, Le faccio notare che queste sono le parole tratte dal sito web del Comune che ho riportato nella e-mail. A proposito della nascita della corsa degli asini, Franco Zampicinini scrive "bisognava, soprattutto, riempire la domenica dopo la festa"
La calma nel leggere una "email/lamentela" è molto utile per capirla.
Lo studio della materia è molto utile per rispondere in maniera competente e circostanziata, facendo fare una discreta figura al Comitato Palio che, messo com'è, ne ha molto bisogno.
Purtroppo Lei non ha mostrato né calma né competenza e il risultato è sotto gli occhi di chi legge.
Cordiali saluti.
Paola Re
Tortona (AL)
La tradizione non consiste nel conservare le ceneri ma nel mantenere viva una fiamma.
(Jean Jaurès)
Bisogna saper accettare idee diverse dalla propria e non rimanere, come lei ha precisato, in un"PA L- I- O-LITICO" mentale ristretto, nel quale qualsiasi manifestazione o tradizione popolare, in cui siano presenti animali di ogni specie va abolita.
Dietro a questa manifestazione,la quale lei sbefeggia e ironizza sul nostro "livello qualitativo superiore", c'è un lavoro di persone,che a titolo GRATUITO spinte da una passione comune, realizzano e mantengono viva una trazione che ha quasi raggiunto le 50 edizioni.
Si tratta di una TRADIZIONE che viene tramandata di padre in figlio, ed solo grazie a questo amore trasmesso per il Palio che la nostra manifestazione piace e piacerà sempre.
Se non amassimo gli ASINI,di sicuro non gli dedicheremo tutto questo tempo e importanza. Per noi,la quarta domenica di settembre,per un'intera gionata,il protagonista assoluto è lui.
E oltre ad esserne protagonista assoluto, l'animale non subisce alcun tipo di violenza (che sarebbe concreta e ben maggiore se il suddetto fosse cavalcato, ci creda). Se la nostra manifestazione è arrivata alla 47° edizione senza che mai si siano verificati problemi, ferite o danni a tutti gli animali, cosa che invece succede spesso negli altri Pali di cui lei si è forse dimenticata di parlare, e senza nemmeno mai contrasti con i numerosi movimenti animalisti che invece apprezzano la nostra festa sono la dimostrazione che il suo messaggio è privo di un fondamento storico, culturale e anche veterinario e che forse dovrebbe documentarsi un po' meglio sull'entità e sullo svolgimento dei fatti per non restare nell'ignoranza, caratteristica che ora le appartiene.
La invitiamo pertanto a prendere realmente visione del Palio di Cocconato per comprenderne le modalità, la storia e la tradizione che si porta dietro e di verificare lei stessa che i nostri asini sono trattati da protagonisti assoluti e non assolutamente maltrattati nè, tantomeno, mandati al macello come lei stessa provocatoriamente afferma, rischiando inoltre di ricevere denunce per calunnia e diffamazione.
Si ricordi,che il titolo della sua email/lamentela : "asini che riempono la domenica" offende,disprezza, da una nota negativa a questo nobile animale, non offende di certo noi amanti del PALIO di Cocconato!
Sonia Paola Bersano

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