Ad una grande persona, Maria Cannatella

Ad una grande persona, Maria Cannatella
Inprigionate in una casa poco abilitata, per la sua durabilità ,
Non poteva affacciarsi di là, 
per colpa di un gradino, non poteva affacciarsi al finestrino.
La immagginavo la sepolta viva, ma la sua non era vita.
Abbandonata da tanti parenti, tutti stupidi ed incoscienti.
Andavano a trovarla in una sola occasione , cioè  dopo aver preso la sua pensione.
Inprigionata della sua disabilita', che l'aveva resa una fragilità,  lei sola e sofferente, lei poverina era il peso di qualche parente.
Ma che colpa lei aveva, se non riusciva a camminare.
Stava seduta tutto il giorno, dimenticata da quel mondo.
Che tristezza! Mi faceva.
Si sentiva abbandonata da quella famiglia poco organizzata.
Se solo poteva camminare, a nessuno doveva disturbare, tanto dolore e poco efficienza,  rendevano la sua vita una sofferenza.
Poverina, questa signorina, seduta dalla sera alle mattina.
A mia zia  ROSA








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