by infosannio
(Laura Eduati - huffingtonpost.it) - Crescita zero,
debito pubblico alle stelle e vulnerabilità delle banche. Dopo El Paìs e Le
Monde, la pessima performance dell'economia italiana diventa il centro delle
analisi preoccupate del Financial Times e del Wall Street Journal, che
consigliano a Matteo Renzi una terapia-choc.In particolare il quotidiano
finanziario americano titola "L'Italia sta provocando crescenti mal di
pancia nell'Unione europea", fornendo però una soluzione: nel referendum
di autunno il "sì" deve uscire vittorioso per dare al governo
italiano maggiore stabilità e far ripartire in maniera conseguente la crescita.La
consultazione popolare per il Wsj è addirittura "più importante del voto
sulla Brexit" e più cruciale delle riforme economiche e fiscali che Renzi
potrebbe mettere in campo: "la politica è la chiave", scrive il Wsj,
"e il referendum marcherà una svolta importante per l'Italia e
l'Europa".Il panico è scattato venerdì 12 agosto, quando sono stati resi
pubblici i dati sulla mancata crescita della Penisola, completamente ferma nel
secondo quadrimestre nonostante palazzo Chigi auspicasse un aumento dello 0,2%:
poca cosa, ma avrebbe fatto la differenza.Ugualmente sconfortanti le cifre
della disoccupazione, che ha cominciato nuovamente a salire seppure lievemente:
11,6% contro il 10,1% della media dell'Eurozona.
Abissale come sempre la
percentuale di giovani italiani senza lavoro: 36,5%, la media dei paesi europei
è 20,8%.L'Italia stagna e cresce invece il timore che la nostra economia al
palo possa trascinare nel baratro l'intera Unione europea. Dopo El Paìs che ha
ribattezzato il Belpaese "la malata d'Europa", tocca a Le Monde
formulare la domanda più difficile: "Perché Matteo Renzi non riesce a
raddrizzare l'economia italiana?".Per il Financial Times invece non è il
momento di discutere sulle ragioni della nostra crescita zero e in un articolo
pubblicato proprio nel giorno di Ferragosto suggerisce al premier italiano di
dare un "poderoso stimolo" all'economia, specialmente per scongiurare
la deflazione: "Accelerare il taglio delle tasse sul reddito su vasta
scala nel 2018 potrebbe essere una opzione", scrive il quotidiano
finanziario britannico, che osserva come la frenetica attività legislativa di
Renzi abbia subìto un rallentamento nel 2015.Per Ft l'economia stagnante
rischia di portare conseguenze pesanti anche nel settore bancario, già
vulnerabile e infragilito: "Questo panorama renderà molto più difficile
agli istituti di credito superare il problema della grossa quantità di crediti
deteriorati (non performing loans, ndr)". Inoltre "l'aggiunta della
deflazione" farà in modo che per l'Italia sarà "più arduo rientrare
nei parametri fiscali" ordinati da Bruxelles, e risulterà ugualmente
difficoltoso "snellire il debito pubblico".Esiste una seconda via
d'uscita, parallela al forte stimolo che Renzi dovrà dare all'economia
attraverso nuove riforme: trattare con Bruxelles un "margine di
manovra" che secondo il Financial Times deve essere accordato all'Italia
in quanto è già successo per Spagna, Francia e Portogallo. "L'Unione
europea deve essere comprensiva" con il governo italiano, e Matteo Renzi
sa bene che questa è la soluzione visto che sta per chiedere all'Europa una
flessibilità di 10 miliardi di euro.
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