Votiamo NO al referendum e mandiamo a casa Renzi

by infosannio
Bisogna affermare con forza che in Italia chi lavora deve mantenere innumerevoli parassiti
(Di Ludovico Polastri - affaritaliani.it) - Il debito pubblico a giugno è salito a quota 2.248 miliardi, nuovo record storico, il tasso di disoccupazione è aumentato, sempre a giugno, toccando quota 11,6%, il tasso di inattività si attesta attorno al 35,1%. A partire dal 2008, data d'inizio della crisi economica internazionale, l'Italia ha perso quasi il 25% della propria capacità produttiva. Intere filiere produttive sono state vendute o smantellate: agroalimentare, moda, meccanica di precisione, tessile. Chi può trasferisce la sede della propria azienda all'estero come ha fatto FCA o vende importanti asset aziendali. La pressione fiscale ha raggiunto cifre insostenibili. Chi ha un'attività fino a metà luglio lavora per lo Stato Italiano. Il 68% del reddito da produzione finisce nelle tasche dell'erario.
Anche le squadre di calcio, una volta emblema della potenza della classe produttiva nazionale, sono in vendita o sono già state vendute al miglior offerente.La nostra bilancia commerciale pesa oramai meno di un quarto di quella tedesca. Importiamo sempre di più ed esportiamo sempre meno. Ci sorregge per ora il turismo che, complice gli attentati nei paesi che una volta erano meta del turismo low cost, ha avuto un boom.Bisogna affermare con forza che in Italia chi lavora deve mantenere innumerevoli parassiti che si fanno giorno dopo giorno sempre più voraci. Non siamo mica dei metalmeccanici" ha esclamato in Parlamento il deputato di Sel, Arcangelo Sannicardo; lui ex Rifondazione Comunista, partito che in linea teorica doveva difendere i diritti dei lavoratori, salvo poi scendere in piazza con l'abbigliamento in cachemire ed il sigaro cubano.
Siamo di fronte al disprezzo più totale per il lavoro e la Nazione.
In qualsiasi momento storico gli individui di una comunità si dividono naturalmente in produttori e consumatori di tasse. Quando i consumatori di tasse prendono il sopravvento tramite la politica o i posti di potere (le cosiddette Caste) e considerano i produttori i propri schiavi fiscali, cittadini corvèables à merci, la struttura parassitaria mette in crisi tutta la comunità sociale. E' il caso italiano attuale. Pensiamo, per esempio, alla truffa del canone RAI. Messo in bolletta secondo una procedura del tutto incostituzionale, serve per pagare centinaia di dirigenti con stipendi di centinaia di migliaia di euro. Il presidente della RAI guadagna quasi 680.000 euro all'anno. Le redazioni costano un miliardo di euro. Persone del tutto improduttive che assieme a tanti altri vivono sulle spalle di chi lavora. E' una vergogna. Come è una vergogna mantenere magistrati (che non pagano mai per i loro errori), politici (la corruzione attuale fa impallidire Mani Pulite degli anni 90), sindacalisti pronti a vendere i lavoratori e che usano le loro poltrone per poi fare il balzo in politica. A questo punto o si riforma totalmente il sistema o ci si rassegna ad un inevitabile declino non più pilotabile e che sfocerà inevitabilmente in una lenta agonia. Si assisterà alla disgregazione sociale, alla sua coesione e, non essendoci più una redistribuzione del reddito dalle fasce più abbienti a quelle più povere, tutto ciò farà scoppiare atti di delinquenza e di rivolta. Chi pagherà questo conto saranno i cittadini comuni. A tutto ciò si aggiunga che le classi economiche più forti, le cosiddette élites, in questo frangente, pensano a mettere al sicuro i propri soldi scegliendo non più i canali interni ma spostando le proprie risorse all'estero. Non è un caso che il Target 2 (flusso bancario verso l'estero) italiano abbia di recente registrato la cifra record di 265 miliardi di euro. Questo è l'imponente quantitativo di denaro che sta uscendo dal nostro Paese per una sostanziale sfiducia nel suo futuro. Il rapporto immigrazione-emigrazione giovanile è ormai 1:1. Un giovane straniero nasce o sbarca in Italia ed un giovane italiano se ne va. Il futuro sarà un meticciato costituito da persone senza alcuna formazione lavorativa e che non potrà portare nessun contributo ad una nazione che deve sfidare i mercati globalizzati estremamente competitivi e con tecnologie estremamente complesse. Del resto come fa una nazione a tirare avanti se punta per il proprio rilancio su degli stranieri bisognosi di tutto? Gli unici che ci guadagnano sono i cosiddetti "volontari" che fanno a capo a cooperative di sinistra. Bene e allora che facciano veramente i volontari mettendoci di tasca propria tutto quanto serve a mantenere i cosiddetti migranti. Sono sicuro che la "solidarietà" tanto decantata anche da Francesco finirebbe il giorno dopo: "vadano a lavorare" hanno esclamato sotto l'ombrellone a Capalbio i caporioni della sinistra radical chic quando sono entrati in contatto sulle loro spiagge esclusive con i migranti.L'Italia è arrivata ad punto morto, di fatto un capolinea che prima o dopo sancirà il suo fallimento. Sarà ridotta ad un hotspot per gli sbarchi dall'Africa e dal Medio Oriente. Renzi ha fallito in tutto e ben presto, si spera, ne pagherà il conto. Invece di cambiare in profondità lo Stato attuando riforme nel campo della giustizia, nella lotta alla corruzione, nel lavoro, nel rilancio industriale, negli equilibri europei (ormai è solo la Merkel che decide qualsiasi cosa in Europa, compresa la tempistica della Brexit), nel sistema bancario (le "quattro banchette" fallite come le aveva chiamate superficialmente hanno svelato un dissesto bancario nazionale ancora da quantificare e rimediare), nell'immigrazione fuori controllo, ha pensato solo ad attingere a piene mani alla flessibilità concessa dalla UE, come se un giorno quest'ultima non presentasse il conto. Dopo il voto referendario Renzi sarà lasciato da Napolitano in balia di se stesso, qualunque sarà l'esito. Visto che il ducetto di Rignano ha deciso di personalizzare il referendum sull'abolizione del Senato, cerchiamo di mandarlo a casa votando NO al referendum, sperando che mantenga la promessa di togliere il disturbo in caso di sconfitta.


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