By Federica Ghisolfi: "Le prime grane del neo sindaco Raggi, la monnezza sta collassando Roma, la capitale d'Italia".
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Stelle d’Italia, il caso della «monnezza» di Roma è emblematico
del modo in cui politica-
politicante, propaganda, overdose di appelli
e denunce possono sostituirsi al dovere essenziale di affrontare e
risolvere i problemi. Virginia Raggi, donna-simbolo della vittoria
stellata alle amministrative, è in carica dal 7 luglio.
E
non può ancora essere accusata di essere responsabile dell’abbandono
in cui l’azienda che ha il compito di tenere pulita la città,
l’Ama, ha lasciato Roma, rischiando di trasformarla in una
sterminata discarica ed esponendo chi ci vive a rilevanti rischi
sanitari, nella stagione più calda dell’anno in cui i rifiuti
lasciati all’aperto marciscono in poche ore.
L’errore
commesso dalla Raggi è piuttosto, non solo di aver accarezzato, per
riceverne i voti, i dipendenti delle municipalizzate romane,
promettendo loro che avrebbe stracciato qualsiasi piano di
ristrutturazione delle loro aziende, totalmente inefficienti. Ma di
essere venuta meno al principio numero uno del Movimento 5 stelle, la
regola del «prima» e del «dopo». Pur avendo legittimamente messo
le mani avanti sul disastro di Roma, attribuendone le colpe ai suoi
predecessori in Campidoglio e al sistema di «Mafia Capitale», da
lei citato quotidianamente in campagna elettorale, la Raggi, venuta
«dopo», ha scelto infatti come assessora all’Ambiente una donna
del «prima», quella Paola Muraro che per ben 14 anni aveva
collaborato con l’Ama con una consulenza molto ben retribuita, e
negli ultimi tempi si era data a rappresentare gli interessi di
un’altra ditta, la Bioman, appaltatrice dei servizi di
«compostaggio», cioè di confezionamento dei rifiuti in attesa di
trasporto e smaltimento. Inevitabile che le opposizioni, e
soprattutto il Pd, ne chiedano le dimissioni, anche se Raggi non
intende concederle e difende la sua collega.
Ma
se una sindaca rivendica, come solo i 5 stelle possono fare, non
avendo condiviso precedenti esperienze e alleanze, di non aver nulla
a che vedere con le magagne del passato, non può certo mettersi al
fianco una persona che, sebbene competente, proviene dall’epoca
Alemanno, ed anche senza averle approvate ha assistito a tutte le
scelte sbagliate compiute in anni recenti. Inoltre la designazione
della Muraro ha portato all’annuncio delle dimissioni dell’attuale
presidente e amministratore delegato dell’Ama Daniele Fortini,
incaricato nel gennaio 2014 dall’ex-sindaco Ignazio Marino di
mettere a posto con le buone o con le cattive la suddetta Ama,
infeudata dagli alemanniani, ma in grado di accontentare pure parte
del centrosinistra, a cominciare dalla nota cooperativa Pd
dell’ex-detenuto Salvatore Buzzi, risultato poi capo, o co-capo con
il fascista Massimo Carminati, di «Mafia Capitale».
Nei
due anni e mezzo in cui ha guidato l’Ama, da lui definita all’atto
del suo insediamento “azienda già devastata”, cosa ha combinato
Fortini? Per prima cosa ha fatto fuori la Muraro, che adesso non vede
l’ora di rendergli pan per focaccia togliendogli la poltrona di
sotto. Poi ha cercato di fare qualche decina di licenziamenti, nulla
in confronto alle migliaia di assunzioni clientelari all’Ama, si
parlò di una «parentopoli», fatte da Alemanno. Ma soprattutto s’è
dedicato a redigere ben quindici esposti, dicasi quindici e magari
tutti indispensabili, alla Procura della Repubblica di Roma, sperando
forse che il procuratore Pignatone venisse ad arrestare quelli che
lui non riusciva a licenziare. Nel frattempo, di far funzionare la
raccolta dei rifiuti che giacciono abbandonati e putrescenti per le
vie di Roma, Fortini ovviamente non s’è occupato, e continua a non
occuparsi nessuno. Proseguono le dispute Pd-5 stelle, Raggi-Orfini,
Raggi-Marino o Raggi-Alemanno. La «già devastata» Ama, priva di
direttore generale, con l’uscita di scena del presidente e ad sarà
completamente decapitata. E i cittadini romani non sanno più con chi
prenderse la né a che santo votarsi.
http://www.lastampa.it/2016/08/02/cultura/opinioni/editoriali/rifiuti-a-roma-lerrore-della-sindaca-RNliXAtglkA2XZEZVuuucN/pagina.html

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