Renzi avvisato: la Merkel scriverà ancora a Palazzo Chigi tramite la Bce, come nel 2011?

by infosannio
 (Luigi Bisignani per il Tempo) - E' bastato un accenno a Mario Draghi nella mia lettera di domenica, che in tanti ti hanno chiesto di approfondire il ruolo del Presidente della BCE. A colpirli è  stato il passaggio sul suo operato nella crisi del sistema bancario e quello sulla fine del governo Berlusconi decretata dal duo delle meraviglie Napolitano-Monti in seguito proprio a una lettera di Francoforte (o Roma?).Gli osservatori più autorevoli convergono sul fatto che la vigilanza della BCE è in mano ai tedeschi che, dopo essersela disegnata a loro immagine e somiglianza, mettono paletti a qualsiasi aiuto alle nostre banche con valutazioni troppo rigide. Lo ha sottolineato con lucidità, ieri  su 'La Stampa', anche il Presidente di Intesa-San Paolo Gian Maria Gros-Pietro. A parte alcune malversazioni su cui indaga la magistratura, il sistema bancario va aiutato e presto, perché ne risente soprattutto l'economia reale.Quanto alla lettera che ha segnato la fine del governo Berlusconi, è interessante rileggere quanto ha scritto Renato Brunetta. Quello che colpisce in questa mai smentita ricostruzione è che a collaborare alla stesura della missiva della Bce fu un italiano, l'attuale Ragioniere Generale dello Stato Daniele Franco, ai tempi uomo di Banca d'Italia. Una lettera che Berlusconi riteneva dovesse rimanere segreta e che invece servì a far saltare il banco.Secondo alcuni fu un atto dovuto da parte di 'Super Mario' ad Angela Merkel e Nicolas Sarkozy che diedero l'ok a quell' incarico europeo, solo pochi mesi prima, invece, nelle sue considerazioni finali da Governatore della Banca d'Italia, aveva elogiato la politica di bilancio del governo Berlusconi.Draghi assieme a Giorgio Napolitano ha favorito  alla direzione generale del Tesoro Vincenzo La Via, che Renzi oggi sostituirebbe volentieri, se non fosse per la difesa ostinata che ne fa il ministro Pier Carlo Padoan. I Draghi boys dovrebbero aiutare Renzi a rilanciare l'economia ma tutti sembrano guardare più a Berlino che a Roma. Il premier ha molto su cui riflettere.


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