Bruno Murialdo,
Alba 18:10 Lunedì 22 Agosto 2016 0
Soltanto un
paese irresponsabile e allo sbando può considerare accoglienza questo stato di
cose. E il Governo cosa fa?
Ieri una signora scappava alla vista di un
extracomunitario che la rincorreva per chiederle una elemosina. Certo non era
il modo di chiedere la carità, e forse l’extracomunitario era una persona per
bene costretta a chiedere l’elemosina in una zona isolata e per lo più con
insistenza tanto da fare scappare la poveretta vistasi costretta a cambiare
zona per paura di essere attorniata. Questi fatti si ripetono oramai ogni
giorno nelle nostre città con sempre maggior invadenza. L’accoglienza non può
essere questo stato di cose. La gente ha paura e ha il diritto di avere
paura!Anche se il nostro Paese fosse il più disgraziato del mondo, la paura di
quella signora non andrebbe sottovalutata ma rispettata, perché l’accoglienza
per quanto ne sappiamo, non deve essere libertaria, l’accoglienza ha bisogno di
regole e di misure precise ma soprattutto rispettate.
Soltanto un paese
irresponsabile e allo sbando può considerare accoglienza questo stato di cose,
dormire sotto i ponti, nei giardini, nelle piazze; ma soprattutto togliendo la
dignità al più debole come nel caso della signora o delle signore.Sono convito
che questo manicomio dell’accoglienza abbia degli sponsor perché altrimenti non
si giustificherebbero certi casi: vere e proprie violazioni all’ordine pubblico
e alla sicurezza. Un’altra parola che spesso viene usata con superficialità è
integrazione. Si può pensare di integrare migliaia di persone da un giorno
all’altro? Impossibile! L’integrazione è un percorso molto lungo, un percorso
che passa attraverso abitudini, stili di vita, comportamenti molto differenti
che possono integrarsi soltanto dopo molti ma molti anni di vita comunitaria.La
crisi economica, i problemi sociali che sta vivendo l’Occidente, le guerre che
sconvolgono il Medio Oriente hanno complicato la possibilità di coesistere
senza attriti e contrasti a volte molto duri e pericolosi che spesso vengono
definiti “razzisti” ingiustamente perché, come spiegavo in precedenza, la vita
in comune tra civiltà diverse è difficile quando le persone sono costrette a
una convivenza forzata. La gente si chiede sempre più cosa fa il Governo? Io
direi “Cosa dovrebbe fare e non fa?”.Soprattutto in un momento così difficile,
dovrebbe poter mettere insieme una squadra di dirigenti all’altezza della
situazione che agiscano senza intoppi per fermare l’esodo ingiustificato, con
precedenza a quelli che veramente scappano dalle guerre interrompendo il flusso
di uomini che nulla hanno a che fare con le crisi dei paesi in guerra. Una
squadra che agisca nel rispetto della Comunità Europea, stimolando la stessa a
prendere le dovute responsabilità verso i profughi. La possibilità di
rimpatriare tutti i clandestini e quelli che delinquono da un giorno all’altro.
Una squadra che agisca sul territorio nell’ambito della sicurezza, che eviti le
comparsate televisive che a nulla servono se non a riscaldare gli animi già
molto accesi di un popolo angosciato. Una squadra che rimuova quegli uomini
dell’apparato statale che da trenta e più anni condizionano il Paese, un
pensionamento necessario per la crescita e lo sviluppo. Se non si applicheranno
queste poche ma necessarie norme saremmo costretti ad affrontare problemi che
potrebbero seppellire la nostra democrazia per sempre.
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