Pallanuoto, immenso Setterosa: Russia ko, è finale

Le azzurre dominano la semifinale vincendo 12-9. Garibotti grande protagonista con 5 reti
RIO DE JANEIRO - Il sogno del Setterosa continua. Le azzurre della pallanuoto hanno vinto le prime cinque finali, come le definisce il ct Fabio Conti. Ultima vittima (per la seconda volta) la Russia, battuta 12-9. La medaglia olimpica è certa. Venerdì sera - fischio d'inizio della partita contro la vincente di Usa - Ungheria alle 20.30 ore italiane - si saprà se d'oro o d'argento. "Ora si riparte da zero. Come se non avessimo fatto niente - ha detto dopo l'incontro la nostra portiere Giulia Gorlero -. Vogliamo l'oro e lasceremo in vasca il cuore per conquistarlo". "Le ragazze sono state più brave del solito - ha commentato Conti -. Ora festeggiamo 15 minuti e prepariamo la stessa finale". Che vedrà in campo, come ad Atene, la capitana Tania Di Mario.
"Con lei ho una scommessa che non vi dico - ha detto l'allenatore -. E mi sa che inizia ad aver paura di perderla".La semifinale contro la Russia è durata in tutto, a voler vedere, 145 secondi, quelli iniziali del primo tempo dove si sono giocati gli equilibri psicologici dell'incontro. Il Setterosa è partito contratto. In meno di due minuti è già sotto di due, con reti di Ivanova e Gurbanova. Chi pensava che le azzurre potessero viaggiare in carrozza, forti della vittoria 10-5 nel girone di qualificazione, è stato subito servito. Ma l'Italia ha avuto gran carattere e Arianna Garibotti ha suonato la riscossa: prima una delicata palombella. Poi un tiro secco per la doppietta. In meno di 200 secondi l'operazione riaggancio è andata in porto prima che i fuochi d'artificio iniziali lasciassero il posto a una fase di studio con il primo tempo chiuso sul 2-2. All'inizio del secondo tempo l'Italia sull'onda dell'entusiasmo ha provato l'allungo decisivo: Chiara Tabani ci ha messo lo zampino dimostrando che nella squadra di Fabio Conti anche le (presunte) riserve sanno farsi trovare pronte al momento giusto. E con un inserimento ai due metri ha messo la palla alle spalle della Karnaukh. Ad arricchire il pallottoliere ci ha pensato la Bianconi con un rigore. Ma le avversarie non erano quelle un po' molli delle qualificazioni e con Lisunova e Glyzina hanno pareggiato. E' durato poco. Il Setterosa ha sempre avuto in mano il pallino della partita. E a farci rimettere il naso davanti è stata ancora Garibotti, poi Federica Radicchi con un tiro da lontano ha sorpreso il portiere avversario e ci ha mandato al riposo sul 6-4.Al rientro in campo la Garibotti in gran spolvero ha rispolverato la specialità della casa e con una palombella bis ha scavalcato le braccia tese della Karnaukh. Poi Tania di Mario da lontano ha doppiato di nuovo le russe. Le azzurre hanno a questo punto controllato senza affondare l'attacco. Le indicazioni di Conti sono parse chiare: narcotizzare il match abbassando il ritmo, risparmiare energie, evitare colpi e contropiede degli avversarie. Poi, al momento buono, colpire. Anche Tebani si è iscritta al luna-park della palombella. Le russe hanno tentato una rimonta finale accorciando di nuove il distacco a due goal. Ma un rigore di Bianconi e il pokerissimo di Garibotti e un'altra rete della Queirolo hanno chiuso il match. Il sogno continua. Il cielo è lontano solo un gradino.


Commenti