Il presidente
della Repubblica all'appuntamento di Cl parla delle paure del futuro:
"Troppe disuguaglianze, tocca ai giovani rimuoverle". Salvini
attacca: #mattarellaclandestino. Ma Maroni frena: "Il capo dello Stato ha
detto cose condivisibili"
SERGIO Mattarella apre la nuova edizione del Meeting
di Comunione e Liberazione a Rimini e lo fa rivolgendosi a chi veramente anima
ogni anno l'appuntamento: i ragazzi.
Parlando del calo demografico e delle paure del futuro,
dell'immigrazione. Ma affrontando anche la scadenza più importante di autunno:
il referendum sulla riforma costituzionale. Lo fa senza schierarsi naturalmente
ma dando alla consultazione il valore di un passaggio fondamentale.
Migranti e
paure. Accoglienza
e rispetto delle leggi sono le bussole che devono guidare l'Italia di fronte al
problema dell'immigrazione. "Ci vuole umanità verso chi è perseguitato,
accoglienza per chi ha bisogno e, insieme, sicurezza di rispetto delle leggi da
parti di chi arriva.Occorre severità massima nei confronti di chi si approfitta
di essere umani in difficoltà, cooperazione con i Paesi di provenienza e di
transito. Ci vuole intelligenza e visione per battere chi vuole la
guerra". Alle paure che riguardano l'arrivo dei profughi si uniscono le
paure dei ragazzi per il futuro. "L'attitudine dei giovani a diventare
protagonisti della propria storia costituisce l'energia vitale di un Paese.
Questa spinta vale più di qualunque indice economico o di borsa. La nostra
società sta invecchiando e ci sono rischi oggettivi che le potenzialità dei
giovani vengano compresse. Dobbiamo scongiurare questo pericolo che minaccia la
nostra, come altre, società". "Anche per questo - rileva il
presidente della Repubblica - in un tempo di cambiamenti epocali come il nostro
è necessario prestare attenzione e dar spazio alla visione dei giovani. Senza
farci vincere dalle paure. Dalle paure antiche e da quelle inedite. Attenti a
non cadere nell'errore di ritenere nuove false soluzioni già vissute e fallite
nel breve Novecento. Non ci difenderemo alzando muri verso l'esterno, o creando
barriere divisorie al nostro interno.
Al
contrario". Il Capo dello Stato spiega che
"tante nuove diseguaglianze stanno emergendo. Spesso sono proprio i
giovani a pagarne il prezzo più alto. Occorre ricominciare a costruire ponti e
percorsi di coesione e sviluppo. Occorre rendersi conto che vi è un destino da
condividere. Stiamo parlando di condivisione dei benefici e delle
responsabilità; e anche delle difficoltà. Condivisione dei diritti e dei
doveri. Della memoria del nostro popolo e del suo sguardo verso il
futuro".
'Vietato
l'ingresso' non li fermerà. Mattarella comunque aggiunge che
sugli immigrati è "illusorio pensare che la soluzione sia un cartello con
su scritto 'vietato l'ingresso'. Bisogna governare il fenomeno con serietà e
senso di responsabilità anche se nessuno si augura che avvengano spostamenti
migratori sempre più imponenti. Ma può succedere". La soluzione va cercata
nell'ambito europeo. Anche perchè "senza Europa nessun paese può pensare
di farcela. Ci può soccorrere, permettendo di governarlo in sicurezza, soltanto
il principio che ci si realizza con gli altri. Che vuol dire far crescere - sul
serio e presto - possibilità di lavoro e di benessere nei Paesi in cui le
persone hanno poco o nulla, perché, in concreto, il loro benessere coincide
pienamente con il nostro benessere".
Repubblica nata
da referendum. "La Repubblica è nata da un referendum, e
dunque da un confronto democratico. La divisione degli orientamenti, però, è
stata tradotta in una straordinaria forza unitaria", dice il presidente
della Repubblica. "Merito dei nostri padri e delle nostre madri - ha
aggiunto Mattarella -, merito delle forze politiche e delle classi dirigenti
democratiche che hanno saputo capire ciò che li univa". "Gli inevitabili contrasti che animano
la dialettica democratica non devono farci dimenticare che i momenti di unità
sono decisivi nella vita di una nazione. E che talvolta sono anche
doverosi. E' un grande merito saperli
riconoscere. Un Paese che non sa trovare occasioni di unità, diventa più
debole". Mattarella aggiunge: "Le democrazie hanno sempre bisogno di
essere aperte allo spirito del tempo, di inverarsi nelle diverse condizioni
della storia, di accogliere nelle loro istituzioni le innovazioni e le forze
vive, di aggiornarsi per rappresentare sempre meglio le istanze popolari e,
insieme, per rispondere con efficacia alle domande nuove di cittadinanza che la
società pone alle istituzioni".
Femminicidio. Davanti
a un pubblico composto da tantissime giovani, Mattarella affronta un tema molto
doloroso. "I numerosi omicidi di donne ai quali abbiamo assistito negli
ultimi tempi sono un'espressione di egoismo, di chi pensa agli altri come
appendice o dipendenza di sé".
Web. "La
tentazione dell'isolamento rischia di pregiudicare anche le grandi opportunità
di comunicazione che la scienza ci mette a disposizione, sovvertendone la
funzione. Basta pensare alla tendenza di molti di collegarsi sul web soltanto a
quelli che la pensano come loro, in circuiti ristretti e chiusi".
Insorge
Salvini. Inevitabile, al termine dell'intervento, la reazione
di Matteo Salvini alle parole sugli immigrati. "Mattarella anche oggi
predica accoglienza, invita a costruire ponti, dice che non si può 'vietare
l'ingresso agli immigrati - scrive il segretario della Lega su Facebook -.
Buono? No, complice di scafisti, sfruttatori e schiavisti. L'anno scorso
107.000 italiani (22.000 giovani) sono scappati all'estero per lavorare, ma
Mattarella preferisce preoccuparsi dei clandestini.
#mattarellaclandestino". Nel pomeriggio frena Roberto Maroni, ex
segretario leghista, ex ministro dell'Interno, Governatore della Lombardia.
"Mattarella - è la posizione di Maroni - ha detto delle cose
condivisibili, che secondo me sono una denuncia dell'inefficienza del sistema
europeo ed italiano di gestione dell'immigrazione clandestina".

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