Legati e presi a morsi, scoperto a Milano l’ultimo asilo degli orrori

By Federica Ghisolfi: "Le violenze al BabyWorld registrate dalle telecamere di sorveglianza Arrestati in flagranza il titolare e la coordinatrice. Genitori sotto choc".

Ogni giorno urla, sberle e minacce. Bambini rinchiusi in bagno, al buio, quando piangevano. Legati
ai letti se non volevano dormire. Imboccati a forza perché non avevano fame. Strattonati e buttati con violenza sui materassi per essere cambiati. Nessuno dei loro genitori aveva capito, ma da mesi l’asilo nido BabyWorld Bicocca di Milano si era trasformato in un luogo di terrore e violenza. Una verità rivelata solo dalle immagini delle telecamere di sorveglianza nascoste dai carabinieri, che hanno portato, lo scorso 27 luglio, all’arresto in flagranza del titolare del nido, Enrico Piroddi, 35 anni, e della coordinatrice, Milena Ceres, 34 anni. Per loro l’accusa è di maltrattamenti aggravati e lesioni.  
Le prime ad accorgersi, nel mese di aprile, di quanto accadeva nella struttura, che fa parte di un franchising con sedi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, sono due ex collaboratrici. Passate per ritirare alcuni documenti, hanno notato i comportamenti aggressivi della coordinatrice e trovato un bambino chiuso in bagno. Abbastanza per spingere le due maestre a sporgere denuncia. Durante le indagini, coordinate dal pm Gianfranco Gallo, i militari hanno monitorato per tre mesi tutto ciò che accadeva nella scuola e assistito a insulti e botte, minacce e privazioni. Almeno venticinque gli episodi, con vittime bambini di età tra i 10 mesi e i 3 anni. Le rilevazioni sono proseguite fino all’episodio più grave, quello che ha fatto scattare l’arresto. È il 27 luglio, nell’area giochi dell’asilo la Ceres sgrida un bambino di due anni. Esasperata, la donna perde il controllo: inizia a inveire e tirare le orecchie al piccolo, alla fine lo morde su una guancia, vicino al collo. I militari vedono in diretta la scena e decidono di intervenire subito.  
La struttura è stata posta sotto sequestro, mentre per la coordinatrice e il titolare, presente anche durante l’ultima aggressione, si aprono le porte di San Vittore. Carcere che lasciano quattro giorni più tardi, dopo la convalida dell’arresto da parte del Gip Stefania Pepe che ha disposto per la donna gli arresti domiciliari e per Piroddi l’interdizione dalla professione per dodici mesi. Il bambino vittima del morso è stato curato alla clinica pediatrica De Marchi, con prognosi di dieci giorni. «Da settimane avevamo notato quei brutti segni sul collo, ma alla nostra richiesta di spiegazioni ci dicevano che si strappava il bavaglino o erano stati altri bimbi», ha raccontato la nonna del bimbo arrivata insieme al marito davanti all’asilo. «Mia figlia era preoccupata, ma mi diceva che aveva fatto delle ricerche. Le risultava che questo asilo fosse ben considerato». Nessuno tra i genitori e i vicini, i più sorpresi all’arrivo dei militari, si era accorto di quanto accadeva. Il clima era di totale omertà. Alle domande su lividi ed escoriazioni, veniva risposto che i bimbi se li erano procurati giocando. Le altre due maestre in servizio, spettatrici silenziose delle violenze, sono state denunciate a piede libero. 

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