Clinton va all’attacco di Putin: “Mosca mi ha rubato le mail”

Affondo della candidata dem: «Mi preoccupano le amicizie di Trump»
Questa volta ad alzare il tiro è Hillary Clinton, e lo fa, non a caso, nel corso della sua prima intervista successiva alla Convention di Filadelfia, come a dimostrare che di qui in avanti il confronto è senza esclusione di colpi. La candidata democratica punta l’indice verso Mosca e accusa gli hacker russi di essere dietro l’attacco ai server del Comitato nazionale democratico (Dnc), grazie al quale sono state divulgate da Wikileaks email scottanti sulle primarie di partito. 
 Candidata vulnerabile 
«Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno violato il sistema informatico del Dnc e che hanno fatto circolare quelle email», ha detto Clinton nel corso del faccia a faccia su Fox News Sunday, canale di informazione di tendenze conservatrici. L’ex first lady allarga l’obiettivo per sfidare Trump. Il tycoon ha più volte utilizzato il furto delle email per sottolineare la «vulnerabilità» della rivale, e ricordando come il nome di Clinton fosse già legato a una altro scandalo relativo alla posta elettronica, ovvero quello dell’uso di un server privato nell’esercizio delle sue funzioni di numero uno del Dipartimento di Stato. Un vulnus che, secondo Trump, ha messo e mette a rischio «tutta la sicurezza nazionale». 

 Il sostegno di Donald 
«Sappiamo che Donald Trump ha manifestato un preoccupante sostegno a Putin», ribatte però Hillary, spiegando che l’attacco dei pirati al soldo del Cremlino potrebbe essere un favore del presidente russo all’amico americano. Trump smentisce particolari contatti con Putin, sebbene nei giorni scorsi sia tornato ad affermare che «non sarebbe male andarci d’accordo». 
 I segreti della Cia 
Dichiarazioni che definiscono una linea di demarcazione sempre più netta tra l’approccio Clinton e l’approccio Trump verso Mosca. Le simpatie del miliardario per il Cremlino sono viste come elemento di preoccupazione per la sicurezza nazionale specie ora come consuetudine, i candidati alle presidenziali devono essere informati dalla Cia di alcuni dossier riservati e informazioni di importanza strategica, come ad esempio il rischio di attentati terroristici. I detrattori del candidato repubblicano temono che ciò significherebbe mettere in pericolo l’incolumità del Paese, viste proprio le sue «simpatie sinistre».  Da Roma, intanto, arrivano le dichiarazioni dell’ex speaker della Camera, Nancy Pelosi: «Donald Trump non vincerà le elezioni americane». «Ho fiducia negli americani, nel loro patriottismo, nel fatto che ci tengono al futuro degli Stati Uniti», ha spiegato la leader dei democratici alla Camera, ospite dell’ambasciata americana in Italia, con una folta delegazione di deputati. 


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