LA PROPOSTA
Frutta e yogurt
invece di snack grassi
Una legge per
le macchinette a scuola
La proposta di
legge presentata da tre deputati Pd è stata assegnata alla commissione Affari
sociali, e sarà incardinata a ottobre. Punta a evitare che nei distributori
automatici ci sia solo cibo spazzatura
by
Federica Ghisolfi
E’ giusto che i bambini fin da piccoli
comincino a mangiare in modo sano, perché invece di mangiare solo “cibo
spazzatura”, come merendine, patatine fritte, cominciassero ad assumere cibi
sani come frutta, verdure, non andrebbero incontro a malattie che possono
insorgere anche in giovane età , come il diabete. Un altro aspetto è che molti
bambini sono in sovrappeso, e purtroppo di questo i genitori non se ne
accorgono, perché piuttosto che sentire lamentare i propri figli, li
accontentano in tutto. Secondo il mio punto di vista anche a scuola dovrebbero
essere eliminati i distributori automatici.
Stop alle merendine e alle patatine fritte, sì allo
yogurt, al latte, alla frutta e alla verdura fresca, ai biscotti integrali con
la marmellata biologica. È l’obiettivo di una proposta di legge presentata da
tre parlamentari del Pd per dire basta allo junk food a scuola, e chiedere che
venga introdotto per la prima volta l’obbligo per gli esercenti dei
distributori automatici di rifornire le «macchinette» a scuola di alimenti
sani, freschi, naturali, evitando «alimenti e bevande contenenti un elevato
apporto di acidi grassi saturi, acridi grassi trans, zuccheri semplici
aggiunti, sodio, nitriti e nitrati utilizzati come additivi, dolcificanti,
teina, caffeina, taurina», come si legge nel testo della proposta firmata da
Umberto D’Ottavio, Massimo Fiorio e Luigi Dallai. Ma come verrà stilata la black
list delle sostanze da evitare per gli studenti? «Sarà un tavolo
interministeriale, tra Salute, Agricoltura e Iscrizione, a decidere», spiega
l’on.Fiorio. «Oltre ai prodotti freschi, ci sono tanti snack, come la frutta
secca, che possono essere inseriti facilmente nelle macchinette, e che
rappresentano una fonte di calorie e grassi buoni per i ragazzi». La proposta
di legge, che va sulla scia del disegno di legge per l’educazione alimentare a
scuola presentato al Senato a ottobre scorso, è stata assegnata alla
commissione Affari sociali, e sarà incardinata a ottobre.
Un bambino su 4 in sovrappeso
Perché una legge? Ad allarmare i deputati sono stati
i dati (ministero della Salute, Iss, Miur) sull’alimentazione dei bambini e dei
ragazzi italiani: il sovrappeso è molto più diffuso che negli altri Paese
europei, con fasce di età- come quella tra 8 e 10 anni- dove la percentuale di
ragazzini «in carne» arriva al 25%. E spesso i genitori non si rendono conto di
quanto l’alimentazione sia importante: il 43-44%, spiega Fiorio, non collega il
comportamento alimentare con lo stato di salute. Di qui l’idea di iniziare
un’educazione alimentare a scuola, dove è più facile ingurgitare calorie
«cattive» comprando con pochi spiccioli al distributore una merendina durante una
pausa tra le lezioni. «Sappiamo che i venditori di distributori automatici
stanno già storcendo il naso, perché poi dovranno adeguare loro la
distribuzione con prodotti altamente deperibili», spiega Fiorio. Ma - assicura-
«sarà un atterraggio morbido, il nostro: gradualmente troveremo, con l’accordo
di tutti, il modo migliore per dare una sana pausa merenda ai nostri ragazzi».
In questa ottica, fondamentale sarà la collaborazione con le aziende agricole,
che potranno distribuire i prodotti da inserire.
Non escludere, ma aggiungere
Niente più bibitone gassate e tortine farcite
dunque? «L’esclusione non è mai una cosa positiva - dice Dallai -. Noi dobbiamo
arrivare a una scelta per i ragazzi più grandi. E se scelgono liberamente -
spiega- devono essere posti nella condizione di scegliere i cibi migliori. Di
sicuro dovremo tenere in conto gli interessi immediati di chi lavora nella
distribuzione. Ma la prospettiva è di ridurre in maniera significativa la
possibilità di procurarsi questi cibi, che non sono i più adatti». Tant’è vero
che la proposta di legge non parla solo di istituti scolastici, ma anche di
«altri luoghi pubblici frequentati da minori», proprio per tutelare la corretta
alimentazione dei ragazzi. Soddisfatta la ministra dell’Istruzione Stefania
Giannini, che manifesta «pieno sostegno» alle iniziative parlamentari che
aggiungono un tassello «alla più ampia politica del governo: inserire nel
curriculum di tutti gli studenti italian
i l’educazione alla salute». Una priorità, per
Giannini, che ha infatti voluto inserirla anche nella riforma della Buona
scuola: «Dagli aspetti alimentari a quelli motori, alla promozione di una vera
e propria cultura dello stile di vita italiano che ci caratterizza nel mondo ed
è parte integrante della nostra identità, la scuola deve esserne la prima
testimone».
Gli esempi
Distributori healthy sono già stati sperimentati in
molte province, a macchia di leopardo. La società Sarim, ad esempio, ha avviato
a settembre dell’anno scorso un progetto con sistema di vendita post-pagato per
l’acquisto di prodotti salutistici da distributori automatici. Che vuol dire?
Che grazie ad un accordo con un istituto bancario, gli studenti potranno
comprare i prodotti salutari con una card personalizzata collegata ad una carta
di credito. Alla fine di ogni mese la banca invia una rendicontazione alla
famiglia. Il vantaggio? «Gli adolescenti e i giovani – spiega Alice Minetto
Responsabile Progetto Vendingzone di Serim – sono meno propensi all’utilizzo
della loro “paghetta” per acquistare merende sane. Sapere di non dover pagare è
sicuramente un forte incentivo per dirottare la scelta dallo snack calorico e
appetibile ad altri prodotti nutrizionalmente selezionati e bilanciati». Ma
anche alcuni istituti si sono mossi autonomamente: è il caso del Marie Curie di
Pergine (Trento), dove sono stati inseriti nei distributori automatici solo
alimenti bio e a chilometri zero, grazie ad un progetto pilota ideato dall’Asl
insieme all’ufficio produzioni biologiche della Provincia, «Pausa amica». E a
Roma, Bologna e Bari, grazie al progetto frutta snack promosso dal ministero
della Salute nel 2009, in 82 istituti scolastici superiori sono stati
installati distributori automatici di merende sane, convincendo oltre 40 mila
studenti a sgranocchiare macedonia e frutta secca a ricreazione. I prezzi?
Modici: da 70 centesimi ad un massimo di 2 euro.

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