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luglio 27, 2016 da fabrizio centofanti
‘Jazz forever. La straordinaria storia del Jazz
dalle origini ai nostri giorni’, ‘Blasco Story. Tutto quello che c’è da sapere
su Vasco Rossi’, ‘Bob Dylan. Tu sei quel che sogni’ e ‘Canzone dopo canzone.
Fabrizio De André una discografia commentata’: a inizio 2016, la neonata
editrice Melville vara una collana dal titolo Altra Musica a cura di Guido
Michelone che, per conto del direttore editoriale Gianluca Barbera, cerca di
trovare nuovi libri che stimolino interessanti riflessioni sul mondo delle
sette note, oltre a cimentarsi, come di consueto, nella scrittura di saggi e
biografie dal taglio pedagogico e divulgativo. La Poesia e lo Spirito registra
e propone un dialogo fra i due, direttore e curatore/scrittore, che raccontano
e spiegano le caratteristiche di una collana che può già vantare a luglio
quattro titoli in catalogo, cui se ne aggiungeranno altri tre entro dicembre.
Gianluca
Barbera: Conservo ancora le poche ma significative righe di
presentazione che ti chiesi per illustrare brevemente il perché di questa nuova
collana. Scrivesti: “Una collana pensata in modo nuovo per far conoscere e
apprezzare le musiche di oggi e di ieri senza pregiudizi, oltre i confini di
forme e generi, spaziando tra pop, rock, etnica, jazz, classica: monografie di
cantanti, gruppi, compositori, percorsi trasversali, lavori autobiografici,
raccolte di interviste per riflettere sulla fascinazione delle tante esperienze
sonore antiche, moderne e contemporanee”. Dopo le quattro uscite dei primi sei
mesi del 2016 pensi di sottoscrivere tutto quanto?
Guido
Michelone: Penso proprio di sì; al momento abbiamo già
spaziato tra pop, rock, etnica, jazz, soprattutto con tre monografie di
cantanti e un saggio di percorsi trasversali, quindi andando anche oltre i
confini di forme e di generi, a partire dagli stesi musicisti trattati: ad
esempio sia Vasco sia Dylan, pur in modo diversissimi fra loro, stanno a metà
tra il rock e la canzone d’autore, mentre De André, cantautore per antonomasia,
ha via via flirtato con i folk singer francesi e persino con certe sonorità
world. E nella mia storia del jazz i riferimenti ad altri linguaggi sonori sono
frequentissimi.
Gianluca
Barbera: Infatti vorrei che Altra Musica non fosse tanto una
collana che tratta musiche aliene difficilmente fruibili da un grosso pubblico,
bensì un modo ‘altro’ per argomentare su musiche anche molto popolari.
Guido
Michelone: Sono d’accordo con te: per come è strutturata non
solo la Collana ma soprattutto la tua casa editrice è inutile che ci occupiamo
di oscuri compositori post-dodecafonici, a meno che una proposta arrivi da un
grande scrittore; ma in quel caso la gente compra la forma, non il contenuto
del libro. Come tu m’insegni, un libro è acquistato solitamente per tre
ragioni: il nome dell’autore, un argomento consolidato, un contenuto nuovo e
originale, purché arrivi nel momento giusto. Forse vent’anni fa un libro su
Vasco non avrebbe venduto come oggi, eppure anche allora Vasco era Vasco. Altro
esempio: negli anni Settanta si vendettero diversi libri sul free jazz; oggi
nessuno li vuole pubblicare (tranne qualche editore di nicchia, per università
o conservatori), perché il free è passato di moda, almeno nell’immaginario
collettivo.
Gianluca
Barbera: Se ben ricordi, quando discutemmo delle varie
collane da varare, io avevo già in testa questa linea editoriale. Immaginavo
che tu o altri poteste realizzare biografie appunto su Vasco, Battisti,
Ligabue, Battiato, oppure su Elvis, Dylan, Miles, sui Beatles, sui Rolling
Stones, sui Pink Floyd, perché riscuotono sempre interesse, sono argomenti
evergreen e pure long seller; questo nonostante la forte concorrenza esistente,
dal momento che anche i colossi dell’editoria si occupano di Vasco o dei
Beatles. Si trattava, dal mio punto di vista, di dare alle pubblicazioni un
taglio innovativo, come abbiamo fatto, direi…
Guido
Michelone: Sì, i grandi editori lo fanno con un dispiegamento
di forze contro il quale è impossibile combattere perché non siamo ad armi
pari, e infatti con Altra Musica vogliamo offrire qualcosa di originale e al
contempo familiare al pubblico di lettori.
Gianluca
Barbera: Forse il problema in Italia è che risulta ancora
difficile individuare un preciso target di ‘lettori di libri di musica’, alla
stregua di molti altri target, dal cinema al fumetto, paradossalmente argomenti
di largo consumo che spesso però non godono di un’analoga fruizione critica.
Guido
Michelone: Purtroppo è così nella maggior parte dei casi: la
gente ascolta molta musica o vede molto cinema, ma legge poco di musica o di
cinema. Analogamente divora quintali storie a fumetti, ma è restia ad esempio a
leggersi una monografia su Forattini o sull’editore Bonelli o sul personaggio
di Charlie Brown o di Superman. Sotto quest’ultimo aspetto ci aveva già provato
Umberto Eco, ma con articoli finiti poi in una miscellanea di saggi, come anche
quello su Mike Bongiorno. Dubito che se avesse scritto un libro al titolo “La
fenomenologia di Domenico Modugno” o “Il problema estetico di Francesco De
Gregori”, sarebbe finito in classifica.
Gianluca
Barbera: Umberto Eco era però in grado di scrivere su ogni
cosa e di riuscire a suscitare interesse su qualsiasi argomento, o quasi. Ma
tornando al ‘nostro’ potenziale lettore di libri di musica, si tratta forse di
un lettore ‘pigro’?
Guido
Michelone: Occorre distinguere due categorie di fruitori di
cinema o nel nostro caso di musica pop o rock: c’è quello che il sociologo
Theodor W. Adorno già negli anni Cinquanta chiamava ‘ascoltatore distratto’ che
è passivo e superficiale, ascolta musica solo alla radio o in tv (o se giovane,
attraverso il PC o il telefonino) ma di rado va ai concerti (meglio una sala da
ballo o la discoteca) e non si compra nemmeno un disco, figuriamoci in libro!
C’è poi l’ascoltatore attento che si documenta soprattutto attraverso dischi e
riviste (di rado il libro, magari un’enciclopedia, oggi però sostituita dalla
rete). E c’è infine l’ascoltatore maniacale che sugli U2 o su Beethoven vuole
tutto, dai dischi ai libri, appunto. Ma noi cerchiamo di lavorare anche per i
primi e i secondi, non solo per i terzi.
Gianluca
Barbera: Per fare questo con ‘Altra Musica’ tentiamo anche di
‘sedurre’ il lettore…
Guido
Michelone: E la seduzione passa inevitabilmente attraverso
l’originalità: per restare nell’ambito dei volumi già usciti, nessuno prima e
dopo di noi aveva mai pubblicato un libro con tutte le canzoni di De André e un
altro con tutte quelle di Vasco che inserissero tutte le loro canzoni disposte
dalla A alla Z come un autentico dizionario, con un approccio esaustivo alla
parte letteraria. E nessuno aveva mai analizzato i brani di Dylan che parlano
di sogni, ritenendolo da sempre un cantautore impegnato o simbolista e non
invece onirico. E nessuno in una storia del jazz aveva inserito qualcosa come
duemila dischi in una discografia. Sono ‘piccole’ cose che però ci distinguono
dagli altri.
Gianluca
Barbera: Di cosa vai più fiero riguardo alla collana Altra
Musica?
Guido Michelone:
Direi dei testi che stiamo pubblicare: un volume su Elvis Presley di un autore
neozelandese, una monografia su Uri Caine, tra i massimi jazzisti
contemporanei, e il mio prossimo che spero sarà sui grandi del jazz…
Jazz forever. La straordinaria storia del Jazz dalle
origini ai nostri giorni, Guido Michelone, Melville, Siena 2016, pagine 207,
euro. 16.50.
Blasco Story. Tutto quello che c’è da sapere su
Vasco Rossi, Vittoria Chiarenza, Melville, Siena 2016, pagine 251, euro 15.90.
Canzone dopo canzone. Fabrizio De André una
discografia commentata. Guido Michelone, Melville, Siena 2016, pagine 204, euro
15.50.
Bob Dylan. Tu sei quel che sogni, Alex R. Falzon
Melville, Siena 2016, pagine, 206 euro. 16.90.

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