Un attacco al mondo libero

Attentato di Nizza, De Lieto (Li.si.po./S.e.l.p.)
by infosannio
ATTENTATO A NIZZA. De LIETO (LI.SI.PO./S.E.L.P.), UN ATTACCO AL MONDO LIBERO  DI CRIMINALI SENZA SCRUPOLO. ANCHE L’ITALIA PUO’ ESSERE VULNERABILE ED ESPOSTO A  CLAMOROSI ATTI TERRORISTICI.
Il  terribile attentato di Nizza: un  grosso camion che investe la gente mentre  festeggia  l’anniversario della presa della Bastiglia, spari sulla folla,  questo è stato il quadro apocalittico  di un attentato che la cui tecnica caratterizza  le azioni  dell’ISIS, anche se, a porle in essere, può essere un “cane sciolto”. I morti sono  tanti, come pure   i feriti, e questa è la tecnica  da guerriglia  senza scrupoli, che punta a provocare quanti più morti possibili. - Così ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO./S.E.L.P.) Antonio de Lieto - Un tipo di attentato nuovo, un’affinazione della tecnica di guerriglia che deve allarmare, anche perché ricorda gli attentati con le auto-bomba. Appare evidente che si tratta di attentati  imprevedibili e  che è impossibile blindare tutte le  città, punti strategici ecc,  il pericolo può essere ovunque, si prospetta un terrorismo globale che evidentemente gode di appoggi locali, problema questo che va affrontato . E’ necessario – ha continuato de Lieto - isolare le frange estremiste ed i sospetti  fiancheggiatori dei sanguinari terroristi. Questo nuovo ennesimo attacco terroristico, deve porre fine alle “chiacchiere” in Europa, Italia inclusa. Questo terrorismo non si combatte con la classica guardia al “bidone di benzina”. Servono servizi segreti  dotati di mezzi e di collaborazioni nazionali ed internazionali. Massima sinergia e collaborazione fra servizi segreti. Non servono analisi filosofiche e  parole di circostanza: serve agire subito, con decisione, con forza, contro cellule terroristiche ”cani sciolti” o espressioni del sedicente stato islamico. L’Italia deve alzare al massima il livello di “attenzione” – ha concluso de Lieto - anche con  il coinvolgimento dell’Esercito e, soprattutto rafforzando, subito e con tutte le risorse necessarie, i nostri servizi segreti. Non bisogna attendere che  l’Italia faccia la stessa esperienza della Francia, per agire, con forza e  decisione.






Commenti