by Paolo Baratto: "Perché
si vuole ( ad ogni costo ) ricercare le responsabilità di quel che
accade, e che è già accaduto in passato non remoto, in Piazza
Matteotti, solo ed esclusivamente nei confronti di Zedda".
Il
sindaco di Cagliari Massimo Zedda è
evidentemente un recidivo: già un anno fa in piazza
Matteotti,
proprio davanti al suo ufficio in municipio, si era verificata
un’emergenza legata alla presenza di migranti (ecco il mio post
dell’11 agosto 2015: “Ma
il comune di Cagliari non può fare proprio niente per i migranti che
dormono in piazza Matteotti?”).
In
quell’occasione, con grande riluttanza e dopo l’intervento
dell’opinione pubblica e di un politico di centrodestra
(Piergiorgio Massidda),
per i migranti era stata trovata una più decorosa sistemazione alla
Fiera (ed ecco il post con i relativi commenti: “A
Cagliari una iniziativa di accoglienza straordinaria per i profughi
eritrei”).
Ora
la storia si ripete. Da settimane la centralissima piazza Matteotti è
un bivacco di ragazze e ragazzi africani che, nella speranza di
lasciare presto l’isola, hanno abbandonato i centri di accoglienza
cui erano stati assegnati per stare vicino al porto.
La
situazione è evidentemente precaria, e c’erano due modi per
affrontarla: come ha fatto il deputato MauroPili (cioè
da destra), avanzando ragioni di ordine sanitario e di decoro (che
pure esistono) per sbaraccare l’accampamento; oppure da sinistra,
impedendo che la dignità dei migranti venisse calpestata in questo
modo e trovando per loro in tempi rapidi una sistemazione
alternativa.
Ebbene, Zedda (astro
nascente della sinistra italiana) non ha fatto né una cosa né
l’altra: semplicemente, ha fatto finta di niente, sperando che
nessuno si accorgesse dell’accampamento proprio sotto il suo
ufficio e sbandierando scuse da scuola media (“Nessuno dei migranti
è stato assegnato a centri cagliaritani, vengono da altre parti
dell’isola”) pur di non fare nulla, di non proporre nulla, di non
risolvere nulla.
A
questo osceno scaricabarile hanno poi partecipato la Regione e la
Prefettura, in un balletto di competenze che al momento non ha
risolto niente: i migranti sono ancora in piazza Matteotti, in una
situazione poco dignitosa e decorosa sia per loro che per l’intera
città.
Nel
frattempo ovviamente è arrivata la destra, con i suoi slogan carichi
di odio e di irresponsabilità. Domani in piazza Matteotti
manifesterà quella sparuta frangia di neofascisti cagliaritani
passati a “Noi con Salvini” e la vicenda di piazza Matteotti sarà
un ottimo combustibile per alimentare anche nella nostra opinione
pubblica quello strisciante clima di intolleranza che è il vero
cancro di questi tempi terribili che viviamo e che dovremmo
combattere ancor più del razzismo stesso, quello dichiarato e
conclamato.
Ai
migranti accampati in piazza Matteotti bisognava dare subito delle
risposte, in nome dei valori di accoglienza che diciamo di voler
incarnare, per rispettare veramente la loro dignità e impedire che
una questione tutto sommato gestibile sfuggisse di mano, creasse un
oggettivo e comprensibile malumore nell’opinione pubblica per poi
venire strumentalizzata dalla destra.
Invece
così non è stato: anche stavolta il sindaco di Cagliari (astro
nascente della sinistra italiana) ha mostrato una strana insofferenza
per i migranti accampati sotto il suo ufficio, dando il via ad un
imbarazzante scaricabarile tra istituzioni. E domani noi ci abbiamo i
neofascisti in piazza.
A
questo punto però una domanda sorge spontanea: perché prendersela
con la destra che fa la destra, quando poi a Cagliari è la sinistra
che non fa la sinistra?
http://www.vitobiolchini.it/2016/07/22/quella-strana-insofferenza-del-sindaco-di-cagliari-per-i-migranti-accampati-sotto-il-suo-ufficio/

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