Amianto in città, le associazioni chiedono uno sportello di orientamento

Amianto in città, le associazioni chiedono uno sportello di orientamento
Torniamo sulla vicenda delle coperture in amianto in città: dopo l'ospedale infantile e la Valfrè, risulta sia presente anche in alcune scuole cittadine. Cosa si può fare concretamente per la bonifica? Le associazioni ambientaliste, che si sono riunite la scorsa settimana, chiedono sicurezza e l'apertura di uno sportello di orientamento per i cittadini
ALESSANDRIA - Poche informazioni, leggi chiare ma senza finanziamenti, comuni allo sbando. E' desolante il quadro che emerge sulla vicenda coperture di amianto sugli edifici pubblici in provincia e nella città di Alessandria in particolare. Dopo il “caso ospedale infantile”, dove sono presenti tetti in eternit e nessun impegno a bilancio da parte dell'azienda ospedaliera di volerlo rimuovere in tempi ragionevoli, si è aperto uno squarcio profondo sul tema delle coperture in edifici pubblici nell'alessandrino. 
Ne hanno parlato leassociazioni ambientaliste no profit che l'altro giorno si sono riunite. Unico punto all'ordine del giorno: capire a che punto siamo con le bonifiche. 
"Purtroppo il caso dell'ospedaletto è grave, trattandosi di una struttura sanitaria, oltre tutto destinata ai bambini – spiega PierLuigi Cavalchini, promotore della riunione – Risulta però ci siano altri edifici tra cui anche scuole. Ci chiediamo se siano siti monitorati e tenuti sotto controllo. E' quello che cercheremo di capire nelle sedi opportune".
E poi, c'è la ex caserma Valfrè. Decine e decine di metri quadrati di eternit sui tetti, a breve distanza da abitazioni, in cattivo stato di conservazione. L'Arpa nel 2011, dopo un sopralluogo, aveva prescritto la necessità di bonificare il sito, entro 24 mesi. Di mesi ne sono passati più del doppio, ma l'eternit è ancora allo stesso punto. La Valfrè è infatti di proprietà dell'Agenzia del demanio ed è questa che avrebbe dovuto procedere alla rimozione. Per contro il Comune avrebbe dovuto emettere
un'ordinanza e, nel caso di inadempienza da parte del proprietario (lo Stato in questo caso) procedere alla bonifica per rivalersi, casomai, sul demanio. Si è preso l'impegno di capire cosa sia accaduto, o cosa non sia stato fatto, a palazzo Rosso, il consigliere Renzo Penna, che era presente alla riunione della associazioni. "Ho già interpellato l'assessore – dice Penna – c'è l'impegno a convocare un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per ricostruire la vicenda". L'ipotesi è che la procedura sia rimasta impantanata in qualche cassetto. Intanto le associazioni ambientaliste, (Alessandria Attiva, Ampana, Italia Nostra, Legambiente, Pronatura, Docenti senza Frontiere) si sono mosse autonomamente per chiedere un incontro ad Arpa e all'Azienda ospedaliera per capire quale sia lo stato di conservazione delle coperture all'ospedale infantile e per chiedere quali sono i programmi dell'Aso in merito. 

Il passo successivo sarà quello di promuovere la creazione di uno "sportello stabile di orientamento dei cittadini (e dei rappresentanti delle amministrazioni) interessati al corretto trattamento- smaltimento delle coperture in eternit-amianto presenti in provincia di Alessandria". Le leggi ci sono per proteggere la salute dei cittadini dal rischio amianto. E' infatti del 2015 il Piano anti amianto varato dalla Regione piemonte, che impone la rimozione entro il 2025 di tutte le coperture. "Quel che manca sono soprattutto le informazioni, sui finanziamenti messi eventualmente a disposizione anche ai privati, quali ditte contattare, quali procedure adottare. A volte è più facile il “fai da te”, togliendo le lastre di Eternit e sotterrandole nel primo campo che capita, mettendo seriamente a rischio la salute di chi procede all'operazione e delle generazioni future", concludono le associazioni. Di qui la proposta di uno sportello di orientamento.
4/07/2016



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