Gli alberi migliorano la qualità della vita.
by Pier Carlo Lava, Alessandria
La cultura per l’ambiente, il verde e in particolare le piante ha raggiunto il suo apice negli anni 70, 80 e 90. Nel periodo successivo sino ad oggi, per la varie Amministrazioni che si sono succedute, a parte il periodo della Giunta Fabbio durante la quale erano state messe a dimora diverse piante (oltre alle tanto bistrattate rose), per tutte le altre Amministrazioni la cultura del verde è diventata quasi un optional. In questi ultimi due decenni si stanno abbattendo piante sia da parte del pubblico che del privato con varie motivazione più o meno giustificate, ma purtroppo quello che conta è che le stesse non vengono mai sostituite.
Sono da sempre un amante del verde, forse anche perchè ho la fortuna di risiedere da tempo in un quartiere nel quale i criteri costruttivi dell’epoca concedevano molto spazio al verde e in particolare agli alberi, che nel tempo sono cresciuti e diventati alti sino a superare in molti casi i palazzi e questo mi ha fatto capire quanto gli stessi siano importanti per migliorare la qualità di vita delle persone che ci abitano. Al quartiere Borsalino e non solo, periodicamente vengono eseguite delle sentenze, piante che vengono tagliate perchè danno fastidio al parcheggio delle auto, o perchè una piccola pianta è cresciuta storta, o per presunte malattie.
Tempo fa una pianta è stata abbattuta dopo 30 anni di vita, non so perchè lo abbiano fatto ma voglio sperare che ci siano stati fondati motivi. Non sono un esperto quindi non posso esserne certo ma vedendo il tronco tagliato non mi pare che fosse
ammalato, perciò voglio sperare che almeno si provveda a sostituirla.
Com’è risaputo gli alberi danno ossigeno e ristoro nella calura estiva, riducono la temperatura dell’ambiente, ed inoltre rappresentano un ottimo antidoto contro l’inquinamento. Anche per questo quando un albero viene abbattuto, sarebbe buona norma metterne subito a dimora un altro.
Nei condomini però, con motivazioni diverse, i contrari a questa decisone sono sempre più numerosi, c’è chi ne fa una questione di costi e chi accampa le scuse più assurde, come affermare che l’albero quando cresce toglie la visuale, evidentemente in questi casi si preferisce vedere il cemento delle case di fronte, meglio ancora una tangenziale… invece del verde dei rami che si protendono verso il sole, o sentire fruscio del vento e gli uccelli che cinguettano fra le fronde.
In un paese come il nostro dove da decenni la cementificazione selvaggia e incontrollata e i palazzinari che con il beneplacito della politica ne sono gli artefici, sta continuamente consumando il territorio e destabilizza l’ambiente, come dimostrano le catastrofi periodiche, va ripristinata la cultura del verde e della natura, partendo dalla difesa della vita anche di un solo albero.
Ma a volte può capitare che se non si estirpa il ceppo, le radici dell’albero tagliato continuano a vivere e forse un giorno da queste, come è successo a una vecchia Gaggia che esisteva da oltre 40 anni, quindi prima della costruzione del quartiere Borsalino, tempo fa abbattuta da un forte vento, rinasce una giovane pianta.

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