Dolce la nebbia
Dolce la nebbia scivola sui prati
e danza sulle vigne e le nasconde
alla vista nei fitti veli d'ombra
che mi disegna intorno. E muove il vento
e danza sulle vigne e le nasconde
alla vista nei fitti veli d'ombra
che mi disegna intorno. E muove il vento
e la solleva agli alti cieli e sento
in me scendere quasi una penombra.
I passi muovo incerto sopra l'onde
amare di momenti ormai passati:
in me scendere quasi una penombra.
I passi muovo incerto sopra l'onde
amare di momenti ormai passati:
languidi istanti, nulla. Sono andati,
non tornano, ma dentro mi si fonde
l'allora col presente, e intanto inombra
non tornano, ma dentro mi si fonde
l'allora col presente, e intanto inombra
il tempo e oscura, la memoria, sgombra
da sé soltanto quel che la confonde,
e immerge i remi e voga nei passati
da sé soltanto quel che la confonde,
e immerge i remi e voga nei passati
giorni, dove gli stati
d'animo ancora tornano alle sponde
del giorno e un dubbio grava tra le fronde.
d'animo ancora tornano alle sponde
del giorno e un dubbio grava tra le fronde.
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