Il trasferimento dei pazienti dal reparto di Oncologia a quello di Medicina avvenuto ieri all’ospedale e di Casale Monferrato merita una approfondita riflessione, a partire dai motivi per arrivare al metodo, che ritengo doverosa da parte dei vertici dell’Azienda sanitaria locale.
Prima ancora voglio dire con chiarezza che non ho condiviso affatto e non condivido la decisione assunta, tantomeno il modo con cui – se davvero era inevitabile – è stata messa in atto.
Non voglio alimentare polemiche, peraltro prevedibili e non censurabili, su rassicurazioni che sarebbero state poi disattese circa il mantenimento dei degenti de reparto che, invece, sono stati poi trasferiti.
Se ciò è accaduto, spetta a chi ha agito contrariamente a quanto annunciato fornire motivazioni e a chi le riceve ricavarne un giudizio sull’operato . Il mio su quanto accaduto, ad ora, rimane nient’affatto positivo.
Ritengo che se alla base del provvedimento, indiscutibilmente pesante e afflittivo per i pazienti e i loro famigliari, vi è solo la gestione del personale ridotto per via delle ferie altre misure si sarebbero
potute adottare, così come si richiede a chi deve gestire questioni che non attengono allo straordinarietà e all’emergenza, ma a fattori prevedibili e previsti con ampio margine di tempo e di manovra.
Programmare spostamenti di personale, assai meno disagevole rispetto a quelli imposti ai pazienti, e gestire situazioni – ribadisco – non emergenziali trovando le soluzioni migliori spetta a chi è proposto a questi ruoli, non certo a rappresentanti delle Istituzioni eletti quale mi onoro di appartenere.
Alla politica spettano responsabilità che non voglio eludere. E tra queste anche quella di chiedere conto di provvedimenti che creano disagi nei cittadini e che vanno, se davvero non possono essere evitati (cosa da dimostrare), assunti nei modi meno gravosi. Non mi pare che questo sia avvenuto.
Cristina Bargero Deputato PD

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