giu 2, 2016
“Insomma, come impazzisce una cellula? Cosa le fa scegliere di esplodere, trascinando nella sua follia tutte le altre che incontra? Eh, cara cellula con cui hai dato principio a tutto…, sai, di fartene una colpa, amica mia, non me la sento. In buona sostanza eravamo molto simili, anch’io nella mia vita ho molte volte non rispettato i giusti spazi, i limiti che continuamente mi imponevano, cercando di arginare la mia unicità.”
Ambulatorio 62
Parlare di cancro è scomodo. Parlare di cancro non è condiviso dall’opinione pubblica, quasi fosse un bubbone che, soltanto “sfiorandolo”, potesse esplodere e contagiare tutti.
Come se le cose tristi dovessero rimanere in un comparto stagno, perché così sono lontane e non ci si pensa.
Alimentare le nostre paure non serve a niente, ma è dalla consapevolezza e dalla condivisione che può nascere, semmai, una cura. Nessuno di noi è immune.
Chi ha avuto esperienze in proposito, sa quanto importante sia per un malato di cancro parlare della sua situazione, e trovare solidarietà. Mettere un’esperienza dolorosa nero su bianco, per uno scrittore, è un efficace tentativo di esorcizzare un periodo buio, che si spera non debba mai più ritornare.
È sperimentare quel potere terapeutico che ha la scrittura, e trovare in essa ... http://oubliettemagazine.com/2016/06/02/ambulatorio-62-di-ivan-caldarese-linchiostro-che-parla-di-cancro-e-di-un-progetto-benefico/

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