Ravetti, Consigliere regionale PD: ATC Alessandria, legge riordino regionale ha funzionato

by Pier Carlo Lava
L’agenzia per le case popolari, ATC, di Alessandria nella bufera per  gravi irregolarità contabili, tra cui risulterebbero fatture pagate più volte a uno stesso fornitore, dai conti sarebbe emerso un ammanco di 1,8 milioni di euro. Le gravi irregolarità sono venute alla luce nel corso della revisione dei bilanci e della documentazione contabile. Il direttore generale Riccardo Sansebastiano è stato sospeso dalle funzioni, sono state interessate la Guardia di Finanza e la Procura presso la Corte dei Conti.  Altre situazioni forse irregolari riguarderebbero anche il pagamento dell’Imu e di altre imposte. Sulla questione abbiamo sentito alcuni politici del territorio a livello locale, regionale e nazionale per conoscere la loro opinione in merito, queste le dichiarazioni di: 
Ravetti Domenico, Consigliere regionale PD
“Sui fatti evidenziati dal Presidente e dall’intero consiglio di amministrazione di ATC sud appaiono inevitabili puntuali approfondimenti i cui esiti saranno resi pubblici e nei tempi opportuni. 

Sarà compito della Magistratura appurare eventuali responsabilità, per quanto mi riguarda mi limito a ringraziare Marco Balossino e i suoi collaboratori per aver svolto un lavoro di analisi contabile complicato ma necessario, un lavoro non ancora terminato in collaborazione con soggetti esterni e in sintonia con la Regione Piemonte che ha voluto, ad inizio mandato, approvare in Consiglio una nuova legge di riordino che proprio oggi ha dimostrato i suoi effetti, almeno nell’ambito dei controlli. 
Nel frattempo continua l’attività dell’Ente anche grazie ai dipendenti che quotidianamente sono
impegnati a garantire un alto livello professionale; anche a loro va il mio ringraziamento. Sul futuro, cioè sulla decisione di Balossino di interrompere la sua esperienza appena terminata l’attività di indagine, sottoscrivo la dichiarazione dell’assessore Augusto Ferrari che in conferenza stampa ha anticipato la volontà dell’Amministrazione Regionale di avocare a sé il campo delle scelte, senza escludere ogni possibile soluzione, pur in un confronto aperto con le rappresentanze territoriali e politiche”.


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