by Massimo Galli
COME CANDIDI FIORI
Pochissimi sanno vedere il dolore altrui.
Troppo concentrati sui nostri
facciamo tesoro dei sentimenti che
teniamo in cassaforte con combinazione
alfanumerica a venti cifre, che
il più delle volte dimentichiamo.
Ancor meno sono coloro
che sanno leggere uno sguardo
che sanno ascoltare un silenzio
che riescono ad uscire dal loro io
per abbracciare la vita che li circonda.
Viviamo in un mondo di avarizia
dove l’unica concessione
è ciò che possiamo dare a noi stessi
dove l’unico sentimento
è l’amore ottuso per il nostro essere
dove l’unico regalo è quello
che facciamo alla nostra ingordigia.
Larghi, e sempre pronti al tributo
rispettiamo solo gli sciacalli del potere
ai quali ci inchiniamo ossequiosi
strisciando sulle nostre bave
e come lumache portandoci dietro
il nostro tetto indivisibile, avanziamo
nell’ottuso sentiero dell’egoismo.
Nulla riusciamo a vedere oltre il nostro
Troppo concentrati sui nostri
facciamo tesoro dei sentimenti che
teniamo in cassaforte con combinazione
alfanumerica a venti cifre, che
il più delle volte dimentichiamo.
Ancor meno sono coloro
che sanno leggere uno sguardo
che sanno ascoltare un silenzio
che riescono ad uscire dal loro io
per abbracciare la vita che li circonda.
Viviamo in un mondo di avarizia
dove l’unica concessione
è ciò che possiamo dare a noi stessi
dove l’unico sentimento
è l’amore ottuso per il nostro essere
dove l’unico regalo è quello
che facciamo alla nostra ingordigia.
Larghi, e sempre pronti al tributo
rispettiamo solo gli sciacalli del potere
ai quali ci inchiniamo ossequiosi
strisciando sulle nostre bave
e come lumache portandoci dietro
il nostro tetto indivisibile, avanziamo
nell’ottuso sentiero dell’egoismo.
Nulla riusciamo a vedere oltre il nostro
orizzonte, nulla sentiamo dei lamenti
altrui, che come cera colano dalle orecchie
per perdersi nella fiamma di mille candele
di un altare che non concede miracoli.
Niente che non bruci noi stessi ci appartiene
nessun fragore ci scuote, nessuna tragedia
è così grande da far sì che l’indignazione
possa restare in noi come un taglio
che il tempo non rimargina.
Piangiamo se il nostro gatto, attraversando
la strada, viene investito mentre restiamo
Impassibili e talvolta infastiditi di fronte
alle tante tragedie che ogni giorno,
come grano in un campo di battaglia,
apparecchia le nostre tavole.
Laviamo le nostre coscienze col sapone
dell’indifferenza e come candidi fiori
ci godiamo il sole nell’attesa
che qualcuno ci tagli.
massimo galli
dalla pagina facebook: Agapiya Tudose

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