Se ad essere contaminato è il Made in Italy…

“Black list” – lista nera - rimanda a un qualcosa di particolarmente negativo ma al tempo stesso, nella fattispecie, molto eloquente. 
Così si può riassumere la lista cibi più contaminati che arrivano sul mercato anche per le agevolazioni concesse dall’Unione Europea.
Una situazione che mette a rischio il futuro della produzione in Italia di grano, pomodoro, extravergine e mozzarella sotto l’attacco delle politiche comunitarie, delle distorsioni di mercato e delle agromafie che fanno affari sul Made in Italy a tavola come dimostra la scandalosa collezione dei prodotti smascherata da Coldiretti.
Un oltraggio che si realizza a danno dell’identità e della reputazione nazionale in molti Paesi. Un’esposizione che ha puntato il dito sullo sfruttamento di antipatici stereotipi per fare marketing sulla pelle degli italiani alle maldestre rivisitazioni di antiche ricette, sulla ridicolizzazione di storici processi produttivi ai nomi storpiati, sulla
banalizzazione delle denominazioni fino a piatti tricolore inventati di sana pianta.
Ciò che serve è rappresentare un momento di svolta per la tutela del patrimonio alimentare e culinario italiano che è il più apprezzato ma anche il più “insultato” nel mondo.
Non dobbiamo dimenticare che l’agroalimentare è una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone: circuiti illegali di import/export di prodotti agroalimentari sottratti alle indicazioni sull’origine e sulla tracciabilità, senza pensare alle gravi conseguenze per la catena agroalimentare, per l’ambiente e la salute.
Il dato è spaventoso: il volume d'affari complessivo dell'agromafia è salito a 15,4 miliardi di euro, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese. 
Ecco perché dobbiamo imparare a proteggere il Made in Italy, sfregiato da troppi…  
Il Direttore
Coldiretti Alessandria
Leandro Grazioli


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