(La Repubblica) - Astenersi è lecito. Questa la posizione che esprime il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, sul referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile. In un'intervista alla Repubblica il senatore a vita difende il ddl Boschi sulla riforma costituzionale, che ha sostenuto e difeso nei momenti più delicati del lungo iter parlamentare.
"Gli allarmi per la democrazia e per la libertà sono usati al solo fine di bloccare un rinnovamento da lungo tempo atteso e dalle parti più diverse considerato necessario. Che giunge già con grave ritardo". [...] "Enfatizzazioni e estremizzazioni nei giudizi delle forze di opposizione ne ho viste tante e nessun partito è senza peccato. Stavolta però siamo giunti veramente al di là di ogni misura in particolare nei commenti all’approvazione della legge di riforma. Bisognerebbe stare seriamente al merito di quello che si è elaborato e votato a maggioranza e non lanciare allarmi per la libertà e la democrazia".
Al giornalista che gli fa notare l’immagine dell’aula vuota, Napolitano replica che sarebbe preferibile un ampio consenso attorno alle riforme, ma non è colpa del Governo Renzi.
"L’articolo 138 è stato scrupolosamente osservato e si è raggiunta la prescritta maggioranza assoluta per le modifiche, in misura netta non solo alla Camera, ma anche al Senato. Un maggiore consenso avrebbe richiesto un atteggiamento più costruttivo di varie forze che sono all’opposizione del governo Renzi, ma che negli anni passati, e posso darne testimonianza da ex presidente della
Repubblica, si sono pronunciate a favore innanzitutto del superamento del bicameralismo paritario". [...] "Bisogna soprattutto farla una riforma come quella appena approvata eppoi impegnarsi per la sua migliore attuazione. A questo compito dovrebbero partecipare, una volta confermata la legge con il referendum, anche i gruppi politici che oggi la osteggiano. Personalmente farò di tutto per chiamare a questa collaborazione, ad un atteggiamento di condivisione".
Sbaglia Renzi a personalizzare il voto di ottobre? Cerca un plebiscito?
"Il discorso di lunedì mi è sembrato improntato alla consapevolezza di dover staccarsi da un approccio personalizzato e di sfida. Quell’approccio peraltro finisce per fare gola agli oppositori che hanno in mente non la problematicità della riforma, ma l’obiettivo di battere Renzi".
Capitolo referendum sulle trivelle, Napolitano non sa se voterà ma considera legittima l'astensione.
"Non so se rientro in tempo da Londra. Trovo persuasivi gli argomenti sull’inconsistenza e pretestuosità di questa iniziativa referendaria. Non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso". [...] "Se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria".
Sente aria di spallata a Renzi?
"La competizione e anche il confronto aspro tra i partiti non dovrebbero mai produrre, nuovamente, irresponsabilità rispetto all’obiettivo primario del consolidamento e della credibilità delle istituzioni e della direzione del Paese. Non dimentichiamo che tutta la storia della Repubblica è stata segnata dalla sottovalutazione dei danni dell’instabilità politica come dell’instabilità finanziaria" [...] "Gli appuntamenti elettorali servono a far esprimere i cittadini su un eventuale cambiamento di governo. Per decenni l’Italia ha troppo giocato a scioglimenti anticipati o a guerriglie per far cadere il governo in carica o paralizzarlo".
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