La missione in Iran

La missione in Iran
Nel frattempo ho compiuto una missione istituzionale in Iran, la prima di un capo di governo occidentale dopo le sanzioni. Ho incontrato a lungo il Presidente della Repubblica Rouhani e successivamente il leader Rafsanjani e la guida suprema Ali Khamenei. Abbiamo molti punti di distanza con l'Iran, a cominciare dai diritti umani, su cui pure l'Italia è il primo Paese ad aver aperto un tavolo comune di confronto. Ma giudichiamo positivo l'accordo sul nucleare e il contributo che questo grande Paese, figlio della grande civiltà persiana, potrà dare alla stabilità e alla pace della Regione. Abbiamo evidenziato il ruolo delle grandi civiltà per sostenere il dialogo e una cultura di pace, la "pace dei figli di Abramo" come l'abbiamo definita in conferenza stampa richiamando una immaginifica espressione di Giorgio La Pira. La pace dei figli di Abramo per richiamare e coinvolgere anche l'altra grande religione monoteista, l'ebraismo.
Ci siamo impegnati a valorizzare i profili commerciali, universitari, culturali: sono molti gli spazi di lavoro comune su cui stiamo costruendo opportunità, anche di natura economica. Per una volta siamo in anticipo anche rispetto agli altri Paesi.
Del resto la stabilità istituzionale consente oggi all'Italia di tornare a giocare un ruolo di prima fila anche nelle principali questioni di politica estera. E non è un caso se proprio nelle ore in cui io ero a Teheran, il Ministro degli Esteri Gentiloni era il primo politico straniero a incontrare il nuovo governo Al-Serraj a Tripoli portando aiuti materiali e politici alle istituzioni libiche. Puntiamo molto sul Governo di Al-Serraj per riportare la pace in Libia, per combattere il terrorismo e l'estremismo e anche per ridurre il flusso migratorio evitando il rischio delle tragedie del mare.


Matteo Renzi

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