Referendum Trivelle, le considerazioni dei politici,
by Pier Carlo Lava
L’esito del referendum sulle trivelle è noto a tutti (e il risultato era praticamente scontato) si sono recati al voto circa 15 milioni di italiani corrispondenti al 32,1% degli aventi diritto.
Infatti il Quorum, così come nelle ultime sette consultazioni referendarie, dal 15 giugno 1997 ad oggi (escludendo quella sull’acqua e legittimo impedimento) non è stato raggiunto perciò il risultato non è valido.
Sui votanti il SI vince con l’85% dei voti, un dato che a nostro avviso non va sottovalutato, sul quale invece crediamo sia opportuno riflettere e fare le relative considerazioni anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative e in prospettiva futura quelle politiche.
Alfine di conoscere la loro opinione, abbiamo posto a diversi esponenti politici dei vari partiti, a livello locale, regionale e nazionale la seguente domanda: Quali sono le sue considerazioni sull’esito del referendum e sulle implicazioni politiche in prospettiva”, queste le loro risposte.
Gian Paolo Lumi, Lega Nord: Persa un occasione per manifestare il dissenso al Renzismo e all'Europa.
Purtroppo gli elettori non hanno capito l'importanza del referendum sulle trivelle, poteva essere la prima vera occasione per manifestare pubblicamente il proprio dissenso al Renzismo e all'Europa, concepita come assoggettamento dei popoli ad un potere economico imprenditoriale che la sta soffocando rischiando di cancellarla dalle mappe.
Con il mantenimento delle trivellazioni c'è il rischio di danni ambientali che potrebbero ledere l'immagine turistica dell'Italia e compromettere una voce importante di entrata del bilancio nazionale.
Spero vivamente che il prossimo referendum di modifica costituzionale previsto per il mese di ottobre
possa creare le condizioni per cambiare l'assetto governativo di questo Paese.
Nel frattempo la Lega Nord deve con il nostro Segretario Federale Matteo Salvini ottenere più consensi possibili attraverso il giusto impegno capillare su tutto il territorio italiano, al fine di accelerare con altre formazioni il cambiamento politico atteso da molti per un reale rilancio del Paese mediante una tutela economica dei nostri prodotti, delle nostre capacità e di conseguenza creando le prospettive reali di posti di lavoro per i nostri giovani e non, favorendo un clima di sicurezza generale per la nostra gente.
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