Cristina Bargero, Deputato PD: Un referendum che avrebbe messo a rischio posti di lavoro

Referendum Trivelle, le considerazioni dei politici.
by Pier Carlo Lava
L’esito del referendum sulle trivelle è noto a tutti (e il risultato era praticamente scontato) si sono recati al voto circa 15 milioni di italiani corrispondenti al 32,1% degli aventi diritto. 
Infatti il Quorum, così come nelle ultime sette consultazioni referendarie, dal 15 giugno 1997 ad oggi (escludendo quella sull’acqua e legittimo impedimento) non è stato raggiunto perciò il risultato non è valido.
Sui votanti il SI vince con l’85% dei voti, un dato che a nostro avviso non va sottovalutato, sul quale invece crediamo sia opportuno riflettere e fare le relative considerazioni anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative e in prospettiva futura quelle politiche. 

Alfine di conoscere la loro opinione, abbiamo posto a diversi esponenti politici dei vari partiti, a livello locale, regionale e nazionale la seguente domanda: Quali sono le sue considerazioni sull’esito del referendum e sulle implicazioni politiche in prospettiva”, queste le loro risposte.
Cristina Bargero Deputato PD: Un referendum che avrebbe messo a rischio posti di lavoro.
Esprimendo il mio pieno rispetto verso chi è andato a votare, io domenica mi sono astenuta perché nel caso di referendum abrogativo l'astensione equivale a voto contrario, non condividevo il quesito referendario che è stato investito di un significato politico che il quesito in realtà non aveva. 
E il quesito non era neanche un sì o un no alle energie rinnovabili ma riguardava lo stop alle concessioni esistenti entro le 12 miglia (per le nuove esiste già il divieto), uno stop che avrebbe messo a rischio posti di lavoro. 
Il referendum inoltre non era stato richiesto dai cittadini ma dai governatori di 9 regioni. 
Gli Italiani si sono espressi chiaramente e da oggi bisogna abbandonare ogni polemica strumentale sul quesito referendario e occuparci di dare un futuro energetico sostenibile al nostro paese, attraverso un mix graduale di fonti energetiche, che porti nel tempo a una prevalenza di quelle rinnovabili.

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