Coloris, PD: La spallata al Governo non è riuscita, vanno rispettate le opinioni diverse.

Referendum Trivelle, le considerazioni dei politici.
by Pier Carlo Lava
L’esito del referendum sulle trivelle è noto a tutti (e il risultato era praticamente scontato) si sono recati al voto circa 15 milioni di italiani corrispondenti al 32,1% degli aventi diritto. 
Infatti il Quorum, così come nelle ultime sette consultazioni referendarie, dal 15 giugno 1997 ad oggi (escludendo quella sull’acqua e legittimo impedimento) non è stato raggiunto perciò il risultato non è valido. Sui votanti il SI vince con l’85% dei voti, un dato che a nostro avviso non va sottovalutato, sul quale invece crediamo sia opportuno riflettere e fare le relative considerazioni anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative e in prospettiva futura quelle politiche. 
Alfine di conoscere la loro opinione, abbiamo posto a diversi esponenti politici dei vari partiti, a livello locale, regionale e nazionale la seguente domanda: Quali sono le sue considerazioni sull’esito del referendum e sulle implicazioni politiche in prospettiva”, queste le loro risposte.
Daniele Coloris, Consigliere comunale e vice segretario provinciale  del PD: La spallata al Governo non è riuscita, vanno rispettate le opinioni diverse.
L'esito del referendum del 17 è molto chiaro se stiamo al merito del quesito, come avremmo dovuto fare...: gli italiani, a grande  maggioranza, hanno ritenuto di non modificare la legge in vigore o attraverso l'astensione, o votando no , in maniera pienamente legittima come  chi ha votato sì. Sempre nel merito, come ho cercato di dire nelle giornate passate evitando altri significati, non permettere di estrarre gas metano (perché  soprattutto è di quello che si stava parlando e quindi di energia ritenuta "pulita ") da giacimenti già esistenti, avrebbe comportato  una perdita dei posti di lavoro, un'incremento delle importazioni e dei costi, nessuna politica di riduzione dei consumi, e in definitiva un aumento dei rischi ambientali, stante il trovarsi infrastrutture abbandonante e connessi al rischio
del trasporto delle materie prime (il disastro ambientale della petroliera Haven nel golfo di Genova negli anni 90 è stato il più grosso nel mediterraneo). 
È stato dato, e sicuramente ha paradossalmente influito sul dato finale , un improprio significato politico a questo referendum, che credo non giovi comunque ai temi posti e in generale all'istituto stesso e che comunque non ha prodotto nessun risultato a chi cercava la "spallata"'al Governo: Ben altri numeri aveva avuto il  referendum del 91 sulla preferenza unica e che venne indicato come volontà popolare a porre fine alla "prima Repubblica". "Giochetto" al quale peraltro lo stesso presidente del consiglio non si è sottratto, a mio avviso sbagliando, e che ha finito per mischiare legittime ragioni sui quesiti posti, meno legittime ragioni elettorali,  anche contrapposte tra loro o peggio strumentali, prove tattiche per altri referendum o congressi futuri, astenuti "a prescindere" per arrivare ad un mix poco codificabile e che rischia di aumentare la confusione e conflittualità. 

Penso utile quindi abbassare i toni, riconoscere il chiaro esito come  rispettare i non pochi che  hanno avuto un opinione diversa  e provare ad essere più costruttivi.

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