Referendum Trivelle, le considerazioni dei politici
by Pier Carlo Lava
L’esito del referendum sulle trivelle è noto a tutti (e il risultato era praticamente scontato) si sono recati al voto circa 15 milioni di italiani corrispondenti al 35,1% degli aventi diritto.
Infatti il Quorum, così come nelle ultime sette consultazioni referendarie, dal 15 giugno 1997 ad oggi (escludendo quella sull’acqua e legittimo impedimento) non è stato raggiunto perciò il risultato non è valido.
Sui votanti il SI vince con l’85% dei voti, un dato che a nostro avviso non va sottovalutato, sul quale invece crediamo sia opportuno riflettere e fare le relative considerazioni anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative e in prospettiva futura quelle politiche.
Alfine di conoscere la loro opinione, abbiamo posto a diversi esponenti politici dei vari partiti, a livello locale, regionale e nazionale la seguente domanda: Quali sono le sue considerazioni sull’esito del referendum e sulle implicazioni politiche in prospettiva”, queste le loro risposte.
Daniele Borioli Senatore PD: Intensificare gli sforzi verso le energie rinnovabili.
Era importante salvaguardare un settore produttivo molto importante, che ci pone all'avanguardia in Europa, sul fronte della qualità del lavoro, della tecnologia, della sicurezza ambientale, del bilancio energetico.
Al tempo stesso, occorre non solo rispettare il segnale che proviene dai cittadini che hanno votato per il No. Il loro voto induce a rendere ancora più intensi gli sforzi verso le energie rinnovabili.
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